Interviste Racconti Editoria
Gli onori al merito di Anna Rita Sidoti…di Pino Clemente

Anna Rita Sidoti che negli ultimi anni crudeli della sua vita non è stata onorata, il 9 dicembre scorso, è stata degnamente commemorata nella natia San Giorgio, frazione di Gioiosa Marea. Dopo l’accettata richiesta del Comitato promotore inoltrata il 13 luglio, il Lungomare di San Giorgio (1) sarà dedicato all’iridata e per due volte campionessa europea La Fidal è stata partecipe con i Presidenti Alfio Giomi, 
nazionale, – che ha perorato la doverosa visita – Gaspare Polizzi, regionale, Davide Bandieramonte, Catania, e Andrea D’Andrea, Messina. Hanno partecipato i rappresentanti delle Istituzioni locali con in testa il Sindaco Eduardo Spinella, ancora una volta grati alla concittadina illustre non solo nell’agone sportivo. Ancora una volta era assente il Coni. Non abbiamo avuto notizia della presenza del Sindaco di Messina Renato Accorinti che ebbe una lunga militanza nell’atletica, insegnante di Educazione Fisica e allenatore dai programmi intensi.
Il Presidente Alfio Giomi ha reso l’omaggio floreale alla definitiva dimora terrena di “Madre Coraggio”, ha riabbracciato dopo il Golden Gala di giugno Federico, Edoardo e Alberto, i figli, ed ha promesso che il Campionato Italiano di marcia, valido per i titoli tricolori, nel 2016 sarà con l’insegna di Anna Rita
Sidoti, insegna che già si trova nella Scuola-Comprensorio di San Giorgio.
Ai lettori il correlato, Spiridon giugno 2015, dal quale riportiamo i brani essenziali.
(1) Anna Rita si allenava nel Lungomare, un passetto dopo l’altro, le frequenze che andavano ad aumentare ead essere frenetiche quando ad Atene, nel 1997, ha sconfitto la russa Olimpiada Ivanova che non aveva seguito la “diritta via” ma la “scorciatoia” del doping.
L’ADDIO TERRENO AD ANNA RITA SIDOTI E “LA MUSICA DI ORFEO”
“La foto mostra, non dimostra”, dice Ferdinando Scianna, uno dei maestri dell’arte della fotografia. L’ultima immagine di Anna Rita Sidoti su Facebok: sorride con i suoi tre figli, non si erano manifestati gli avamposti, le cellule cancerogene con il nodulo all’ascella che hanno portato a termine il loro progetto micidiale. La foto dimostra che Anna Rita non si gloriava della propria immagine: i suoi figli erano tutto. Come l’amore del marito, l’ortopedico Pietro Strino e gli affetti familiari. Il padre era morto prima di
vedere la figlia iridata. Le tre sorelle maggiori hanno prima tifato e dal 2009 assistito la più piccola nella gestione familiare. Due mesi fa: “Zitti, fatemi parlare con il professore!”. Era il tardo pomeriggio, e al telefono la trepidante attesa delle buone notizie. Federico, Eduardo ed Alberto, 6 anni, che non lasciavano per un solo attimo la mamma. “La terapia continua, le cellule cattive sono ancora in azione. Io non mi arrendo”, diceva Anna Rita.
Eravamo alle prese con i topi che corrono attorno alla pista dello stadio Vito Schifani, con le zecche che volano e atterrano nello spogliatoio e con le problematiche dell’Educazione Motoria nella primaria. Il mattino è arrivato con il lutto via internet. Un’amica ci ha chiesto notizie. La conferma verrà data poi sul sito della FIDAL.
Come se fosse nella nostra “lira” la musica magica di Orfeo che, per non far sprofondare l’amata Euridice nel regno delle tenebre, fece ricorso alla nona corda. Euridice rivide la luce, nel Mito dell’eterno amore. Anna Rita non aveva compiuto 46 anni, e non rivide la luce! A cento metri dalla via Pianell, dove abito, c’è via Musica d’Orfeo, un misterioso graffito, nello stesso luogo c’era la Chiesa del Santissimo Salvatore, in seguito trasferita nel Corso dei Mille. Ai credenti non resta che pregare. A chi non ha il dono della fede il pianto. A chi non ha gratificato Anna Rita Sidoti, il rimpianto tardivo e, speriamo, la presa di coscienza. Il Coni regionale nel 2013 aveva scelto come presidente onorario della Consulta femminile dello sport Josefa Idem e presidente effettivo una docente di Scienze Motorie dai nulli trascorsi sportivi, ignorando l’insegnamento di Anna Rita a Scienze Motorie di Messina, il ruolo di Assessore allo Sport a Gioiosa Marea. Anna aveva continuato ad allenare le giovani marciatrici a fianco del suo tecnico di sempre, Salvatore Coletta. Nella Chiesa Madre di San Giorgio, paese di 7000 abitanti a 7 chilometri da Gioiosa Marea, per l’addio terreno erano assenti la Fidal nazionale, il Coni nazionale e quello regionale, presieduto dopo la conduzione di Giovanni Caramazza da Sergio D’Antoni, l’uomo forte del Sindacato con trascorsi nella dirigenza sportiva, Federbasket nazionale e Palermo calcio. C’erano il Presidente della Fidal Sicilia Gaspare Polizzi, la capitana del Cus Palermo, Maria Tranchina, tanti dirigenti, atleti ed ex siciliani e Bartolo Vultaggio che fu Presidente dell’Europa Capaci, l’ultima società siciliana di Anna Rita.
Il presidente della Fidal nazionale aveva designato Roberto Frinolli, assente per aver perso la coincidenza aerea. Roberto forse non sa cosa sia il “consuolo”: dopo le onoranze funebri e nei giorni successivi, gli amici confortano i familiari, li alleviano delle incombenze domestiche, preparano pasti frugali. Roberto Frinolli non avrebbe fatto da vivandiere, ma un abbraccio a Pietro Strino e baci ai tre figli di Anna, con il più piccolo che scoprirà più avanti la crudeltà della vita, sarebbero stati di conforto.
Ritornando nella Chiesa Madre (Madrice): Don Pino Sino, padre spirituale di Anna Rita, che si è entusiasmato ai suoi trionfi, ha avvinto i fedeli con un crescendo di metafore: dalla corsa di Paolo di Tarso che è arrivato al traguardo e ha mantenuto la fede, al podio nel cielo, “nei campi eterni”, nota nostra dalla fatale attrazione manzoniana. Nel Golden Gala, all’Olimpico di Roma, la Fidal ha rievocato mirabilmente Anna Rita. Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha fatto atti concreti per i figli di Anna.
Pino Clemente



