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Correndo verso l’integrazione: un progetto “Fuori dagli schemi”

Quattro percorsi, quattro approcci diversi ma complementari, un unico obiettivo: riuscire a fare attività fisica "fuori dagli schemi"

L’ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) “Fuori dagli Schemi” nasce dall’unione di quattro percorsi e di quattro approcci diversi, complementari. In particolare il progetto “Correndo verso l’integrazione” si concretizza 12 anni fa dall’esperienza di uno dei soci fondatori, il dottor Antonio Cicero, neuro psicomotricista dell’età evolutiva che mette al centro l’aspetto terapeutico relazionale ed emozionale, con un ragazzo affetto da sindrome autistica. La sua idea fu quella di creare un protocollo di allenamento adatto a migliorare non solo le capacità motorie e prestative dell’atleta, ma anche e soprattutto l’area relazionale dello stesso: obiettivo target per questo tipo di disabilità. Nacque, allora, questo protocollo frutto delle conoscenze accademiche e delle esperienze di Cicero, che nel corso degli anni è stato affinato sulla base della immensa variabilità della sindrome dello Spettro Autistico che riguarda sia la sfera fisica che quella relazionale. L’obiettivo delle sessioni, così come “il rinforzo dato al bambino” per ogni comportamento positivo, è la relazione. Nel raggiungimento di questo obiettivo prioritario, si individuano obiettivi motori da traguardare sessione per sessione. Il tutto è proposto al bambino in maniera ludica, di modo che quel posto sia da subito per lui un luogo felice e dove si ha voglia di tornare. Per questo ultimo obiettivo, la creazione di un posto felice, lo stadio delle Palme è un ambiente decisamente facilitante; in primo luogo perché lo spazio ampio, il panorama e l’aria fresca e pulita consentono al bambino di sentirsi immerso nella natura, ma in un ambiente sicuro e controllato; in secondo luogo, e da non sottovalutare, per fare gruppo.

Negli anni, alla professionalità del dottor Cicero, si è aggiunta quella di un altro socio fondatore e segretario di Fuori Dagli Schemi, Francesco La Versa, atleta e allenatore della nazionale Italiana di atletica leggera Fispes ( Federazione Italiana Sport Paralimpico e Sperimentale) e referente tecnico per la Sicilia dell’atletica Fisdir ( Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale ). I due hanno cominciato a collaborare, il numero dei bambini è cresciuto e anche il metodo  negli anni fu arricchito. In ultimo alla squadra si è aggiunta, dapprima come volontaria, la dottoressa Noemi Piccionello, anche lei socia fondatrice, chinesiologa ed esperta delle attività motorie preventive e adattate.

Valentina Lo Bello, altra socia fondatrice di Fuori dagli Schemi, educatrice della prima infanzia e onoterapista contribuisce alle finalità dell’associazione occupandosi delle attività riservate alle fasce di età dai 4 ai 6 anni.

Oggi l’Asd cresce, con i principi di base di 12 anni prima ma con un obiettivo in più, quello dell’integrazione del gruppo di bambini disabili con un gruppo di bambini normodotati. Siamo consapevoli di essere fuori dagli schemi, ma siamo certi che certi schemi…bisogna abbatterli.

 

CORRENDO VERSO L’INTEGRAZIONE

L’attività che ci prefiggiamo di svolgere è un avviamento all’atletica leggera con una buona base di psicomotricità. Il gruppo è costituito da due sottogruppi: un gruppo di normodotati e un gruppo di persone  con disabilità intellettive relazionali , nello specifico con sindromi dello spettro autistico. Nella programmazione  sono previsti dei momenti di lavoro congiunto dei due gruppi e dei momenti di lavoro separato,cosi’ da garantire per entrambi i gruppi un ottimale raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il gruppo di normodotati è affidato a uno/due allenatori qualificati, mentre per il gruppo di disabili è previsto un rapporto 1:1.

Durante l’anno di attivita’ inteso come macrociclo si avvicendano le seguenti fasi:

Fase 1: ACCOGLIENZA ed ESPLORAZIONE DELL’AMBIENTE

Il lavoro comincia nel momento in cui il bambino arriva allo stadio per la prima volta. Questo momento è infatti importantissimo, in quanto rappresenta l’impatto che quel luogo avrà sul bambino e dunque da subito l’obiettivo è farlo sentire a suo agio, nei suoi tempi e con i suoi spazi.

Si tende quindi, in questa fase, a facilitare le reazioni positive spontanee del bambino, valutandone le caratteristiche e le competenze.

Fase 2: SOCIALIZZAZIONE

Dopo una prima fase di accoglienza ed esplorazione dell’ambiente, si passa alla seconda fase di socializzazione. In questa fase l’operatore avrà la possibilità di raccogliere delle informazioni su cui costruire un piano di intervento individualizzato.

FASE 3: RIMODULAZIONE DEGLI SCHEMI MOTORI

In questa fase l’operatore lavora sugli schemi motori di base, come deambulazione, salto, corsa e quadrupedia puntando al raggiungimento della coordinazione crociata.

FASE 4: POTENZIAMENTO e AFFINAMENTO DELLO STILE IN BASE ALLA SPECIALITA’ ATLETICA PRESCELTA

Questa fase si raggiunge nel tempo, quando sono già state affinate le capacità motorie di base e l’individuo è pronto a uno stress fisico ed emotivo che una eventuale prestazione agonistica potrebbe richiedere.

L’obiettivo del progetto e quello di creare un luogo sano dove fare sport e creare momenti di integrazione e non di meno valorizzarsi attraverso la pratica sportiva.

 

 

   

 

 

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