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Tokyo, Olimpiadi, Randazzo è ottavo nel lungo

Ottavo posto con un pizzico di amarezza per Filippo Randazzo nella finale del salto in lungo. Il siciliano non va oltre i 7,99 (due salti validi e quattro nulli)

Ottavo posto con un pizzico di amarezza per Filippo Randazzo nella finale del salto in lungo. Il siciliano non va oltre i 7,99 (due salti validi e quattro nulli) nella battaglia vinta dal greco Miltiadis Tentoglou con 8,41 (la stessa misura del cubano Juan Miguel Echevarrìa, battuto per il secondo miglior salto, 8,15 contro 8,19).  

Lungo uomini – Finale – L’ottavo posto è un abito che va stretto a Filippo Randazzo. Il saltatore siciliano conclude con una miglior misura di 7,99 (vento nullo) la sua prima esperienza olimpica, e tanto basterebbe per archiviare in positivo la pratica. Ma per il valore dell’azzurro, per quanto fatto in qualificazione (8,10 al primo balzo), e soprattutto per quanto messo insieme dagli avversari in campo, impossibile evitare qualche pensiero. L’oro se lo prende, all’ultimo tentativo utile, il greco Miltiadis Tentoglou, che plana a 8,41 e soffia un oro già vissuto come proprio al cubano Juan Miguiel Echevarria (anche lui 8,41, ma un secondo miglior salto inferiore a quello del greco, 8,15 contro 8,09). Il bronzo va all’altro cubano Maykel Massò con 8,21, e dietro di lui in quattro si collocano nello spazio di 10 centimetri, tra 8,08 e 8,18. Insomma, un gruppo nel quale avrebbe potuto stare anche Randazzo, che ha sfiorato in più occasioni, soprattutto al primo salto, l’appuntamento con la grande misura. Alla fine, invece, per lui, due salti validi (il secondo e il quinto, 7,99 e 7,88) e una sequenza beffarda composta da quattro nulli. “La mia qualificazione lasciava presagire un risultato diverso – l’amaro commento di Randazzo – ovvero il salto che sento di aver dentro ma che ancora fa il timido e non riesce a venire fuori. Ci credevo, so di valere più di 8,20, e quando sei in una finale olimpica vorresti giocartela fino in fondo. Invece non ci sono riuscito, quindi non posso che essere deluso. Quest’anno mi sono stabilizzato su certe misure, ma per fare il definitivo salto di qualità c’è bisogno di qualcosa in più”. Non è mancato a Randazzo il conforto (e prima, il tifo) di Marcell Jacbos, puntuale in tribuna – nonostante le poche ore di sonno – per vedere il compagno impegnato nella sua vecchia specialità.

 

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