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Dalla Uisp libri di testo a studenti bisognosi

Stavolta Babbo Natale è arrivato con un pò di ritardo, ma, diciamolo subito, non per colpe sue. Nei panni di Santa Claus, generoso come sempre, la Uisp di Palermo che ha promosso, in partnership con il Comune di Palermo e Save The Children, una iniziativa davvero lodevole e in linea con quelli che sono i dettami dell’associazione.
Tutto è nato da una delle tante iniziative che Save The Children e la Uisp portano avanti ormai da tempo anche “oltre confine”. Poi l’idea illuminante e cioè quella di aiutare non solo i bambini “d’oltre frontiera” ma anche i bambini della nostra città. Come? Acquistando libri di testo che sarebbero andati a studenti appartenenti a famiglie bisognose. Progetto che ha visto la luce in pochissimo tempo e che ha coinvolto direttamente tutti i “livelli” della Uisp. Dicevamo dei tempi che si sono “leggermente” dilatati; tutto era pronto infatti già a metà dicembre, ma la macchina burocratica “elefantiaca” del Comune ha fatto si che l’effettiva consegna avvenisse solo nella giornata di ieri, ad anno scolastico abbondantemente iniziato.
A beneficiarne sette famiglie che ieri pomeriggio a Sala delle Lapidi (l’aula consiliare di Palazzo delle Aquile) hanno ricevuto dalle mani dei dirigenti della Uisp, libri di testo e vocabolari. Presenti alla consegna Rosario Filoramo nella duplice veste di consigliere comunale e storico dirigente della Uisp, Fabio Maratea presidente regionale dell’Uisp, Mimmo Piombo presidente regionale della Lega Atletica e Salvo Di Bella neo presidente della Uisp di Palermo, oltre a rappresentanti del direttivo della Uisp di Palermo. L’augurio – e ce lo facciamo tutti – è rivedere questi studenti il giorno del loro diploma e perché no anche della loro laurea; nel breve periodo invece la speranza è che iniziative del genere possano ripetersi, magari rispettando i tempi…messaggio che indirizziamo agli inquilini di Palazzo di città.
n.d.r.: Pur avendo l’autorizzazione da parte di genitori a pubblicare le foto dei loro figli mentre ricevono i libri, per rispetto alla loro privacy abbiamo preferito non pubblicarle.





