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Una calza intelligente per dirci come corriamo e prevenire gli infortuni

La chiamano la “calza intelligente”, perché nel futuro, sempre più prossimo, il computer lo indosseremo e farà parte (ancora di più di come lo è oggi) della nostra vita, del nostro quotidiano. Ad inventarlo e a portare avanti il progetto, un gruppo di italiani (cervelli “purtroppo” in fuga) che vivono a Redmond nello stato di Washington (USA). Sono Davide Viganò, Mario Esposito, Maurizio Maccagno e Paolo Sciarra che per le loro origini rappresentano tutto lo stivale da nord a sud. Insieme a loro c’è Victoria, l’unica che non è di origini italiane (ma che ha sposato un italiano).
Sono gli inventori di Sensoria, la prima calza capace di registrare, elaborare e trasmettere una serie di dati geo referenziali e biomeccanici di chi la sta indossando. Sensore e stoffa sono stati testati per diversi ph della pelle. Come tutte le calze, anche le “smart fabrics” si potranno lavare, e rimpiazzare quando sono consumate. Il dispositivo è in grado di registrare la frequenza del passo, l’altimetria, ma soprattutto di controllare costantemente e in tempo reale, i movimenti del piede durante la corsa, oltre che l’assetto posturale del piede e di conseguenza del corpo. Migliore postura, meno infortuni per i runners. Un progetto nato tre anni fa e che si prefigge di meravigliare l’intero pianeta. Il prodotto è già uno strumento testato e collaudato: pienamente funzionante, tanto che è stato finalista al Wearable Technology Innovation World Cup 2012, un premio internazionale per i progetti più innovativi nel campo delle tecnologie indossabili.
Gli elementi fondamentali di questo progetto sono tre: un calzino di tessuto tecnico identico a quelli delle migliori marche; un materiale che impregna il tessuto creando tre zone sensibili nella parte metatarsale e in quella tallonare; un dispositivo elettronico, una sorta di cavigliera, che si colloca sul collo della calza per raccogliere i dati e trasmetterli via bluetooth (o tramite ad una applicazione) ad uno smartphone o ad un computer. Per giungere alla produzione su larga scala (e dunque per immetterlo nel mercato), è stata lanciata una campagna di “crowdfunding” attraverso il web, sul sito www.indiegogo.com; obiettivo raccogliere gli 87mila dollari necessari per dare prosecuzione ad un progetto più vivo che mai. Lo strumento (Sensoria) si prefigge di essere una manna per i podisti: in pratica si potrà sapere cosa accade al runner durante la corsa, quali i difetti posturali, quali i possibili rimedi, mappando in tempo reale e a distanza il comportamento del piede ad ogni passo. I dati possono essere fruibili immediatamente, per mezzo di un messaggio vocale che avvisa l’utente del comportamento scorretto (voice feedback), oppure essere studiati sul pc, dopo la corsa.
Parola d’ordine dunque prevenzione, con gli atleti che potranno ottimizzare le informazioni ottenute, scoprendo tutte le possibilità di minimizzare gli infortuni e massimizzare i propri risultati. Il lancio sul mercato di massa – fanno sapere i progettisti – è previsto entro il mese di marzo del 2014 quando le prime unità verranno consegnate a tutti quelli che hanno contribuito alla campagna di “crowdfunding”, e successivamente a tutti gli altri. (Si parla di un prezzo intorno 149 dollari, e ci si avvarrà anche di una partnership con la Flextronics, partner ed investitore). Ma non finisce qui perché la “calza intelligente” può rappresentare una speranza per i diabetici di tutto il mondo, compresi coloro (e sono tanti) che ancora non sanno di esserlo. Il tessuto infatti che agisce da sensore è in grado di rilevare i valori fisiologici del corpo: peso, pressione sanguigna, battito cardiaco, respirazione e in futuro potenzialmente persino i livelli di glucosio nel sangue. Il binomio sport e salute guarda verso il futuro e con i “ragazzi terribili” di Redmond il futuro è già arrivato.






