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Riprende il progetto “Sport ability in disability”

Dal primo ottobre, per il terzo anno consecutivo, riprende il progetto “sport ability in disability”. Voluto dal presidente del Cus Catania, permette l’inclusione sociale attraverso lo sport

Inclusione sociale attraverso lo sport. È questa la mission di Sport ability in disability, un progetto cominciato tre anni fa su precisa volontà del presidente del Cus Catania (allora commissario) Luigi Mazzone e dell’attuale coordinatrice del SAD Roberta Bottino.

Il progetto, che il primo ottobre riprende ufficialmente per la terza stagione consecutiva, è rivolto a bambini e ragazzi affetti da un disturbo allo spettro autistico ad alto funzionamento.

Seguiti da quattro tutor (istruttori specializzati in disturbi dello sviluppo), i bambini e i ragazzi, seguono, nelle stesse ore di corso dei ragazzi del Cas (Centro addestramento sportivo del Cus), le lezioni di tre sport diversi: basket (dai 5 agli 8 anni), scherma (dai 9 ai 10 anni), aikido (dai 15 ai 17 anni).

“Sport e inclusione sociale – spiega il presidente del Cus Luigi Mazzone – sono capisaldi della mission, anche etica, che il consiglio da me presieduto vuole perseguire in ogni suo atto. Sport ability in disability è un progetto che abbiamo in tal senso sempre considerato prioritario. Prima di essere presidente del Cus, sono un neuropsichiatra infantile e, in questo doppio ruolo, penso di avere una grande responsabilità: provare ad elaborare progetti sociali che portino benefici alle famiglie che abbiano figli affetti da qualche vulnerabilità. Problematiche che però non devono impedire loro di potersi integrare con i coetanei. La competenza e la professionalità di chi coordina e dei tutor coinvolti nel SAD mirano proprio a questo”.

“Speriamo di coinvolgere sempre più famiglie – spiega Roberta Bottino, psicoterapeuta e coordinatrice del progetto – perché Sport ability in disability, che prende spunto dal progetto Aita, ha uno scopo fondamentale: dare a tutti i ragazzi che partecipano la possibilità di inserirsi socialmente. Lo sport in tal senso è una chiave importante, forse la più immediata, per garantire l’integrazione. Ringrazio il presidente Mazzone, la cui sensibilità per questi temi è nota, per l’importanza che da sempre ha dato e continua a dare al SAD, facendo del Cus Catania una struttura all’avanguardia in tema di sport e inclusione”. 

da cs

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