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Brevi...di corsa

Coronavirus: il Viminale denuncia il sindaco di Messina per vilipendio

Lo ha deciso il ministro Lamorgese a seguito delle parole lesive del'immagine dell'amministrazione dell'Interno

Sono stati segnalati all’autorità giudiziaria i comportamenti tenuti dal sindaco di Messina perché censurabili sotto il profilo della violazione dell’articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate).

La decisione è stata assunta dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari.

Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione, le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno, appaiono inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini – e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore –  alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti.

Fomte https://www.interno.gov.it/

La replica del sindaco di Messina De Luca (affidata ad un video postato sulla propria pagina FB)

“Signor ministro io la denuncia me la prendo perché mi darà modo di difendermi nelle sedi opportune”, “lei faccia il suo mestiere, che io faccio il mio”.  Le prove ci sono – aggiunge – perché il 23 marzo sullo Stretto le forze dell’ordine hanno denunciato 10 persone su tre auto non in regola dopo che erano stati fatti i presunti controlli a Villa San Giovanni prima dell’imbarco. Se è un avvertimento per il sottoscritto – sostiene – guardi ne prendo atto, ma vado avanti. Non mi fermo, perché non è pensabile che chi sta sopra le nostre teste possa continuare a dileggiare i Comuni, i sindaci e la popolazione. Nel comunicato stampa che lei ha fatto il 23 marzo sera ha dichiarato il falso, e mi assumo la responsabilità anche di questo, dicendo che nello Stretto di Messina era tutto a posto, con 10 denunce e la fila di auto dalla mattina a Villa San Giovanni…”.

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