Brevi...di corsa
Italia poco brillante: unica stella Simona La Mantia terza nel lungo
Poca gloria per le maglie azzurre nella prima giornata del Campionato europeo a squadre, andata in scena a Gateshead (Gran Bretagna). L’Italia chiude all’ottavo posto nella classifica dopo 21 delle 40 gare in programma con 123 punti, mezza lunghezza di ritardo dalla Spagna, settima, e 37,5 dall’Ucraina, sesta. Al comando la Germania, che precede la Russia di un solo punto (195 a 194), in uno dei confronti più equilibrati nella storia della manifestazione. A livello individuale,il miglior piazzamento è il terzo posto di Simona La Mantia nel triplo (13,99 ventoso, +2.5 m/s), con i quarti posti ottenuti poi da Silvano Chesani nell’alto (2,24), Libania Grenot nei 400 (51.84) e Jennifer Rockwell nei 400hs (56.32). Domani chiusura della manifestazione.
Il triplo è specialità da copertina in azzurro, e Simona La Mantia non delude le attese, finendo terza con 13,99 in una gara di complessa interpretazione (misura ventosa, +2.5; per lei anche 13,87 regolare e due nulli). Le condizioni sono difficili, con l’aria che soffia in maniera intermittente alle spalle, ma la palermitana mette a frutto l’esperienza che ormai non le manca, portando via il primo podio di giornata per gli azzurri. A vincere è una delle stelle della manifestazione, l’ucraina Olha Saladuha, ancora una volta imprendibile, dall’alto del suo 14,49. Il vento, protagonista in positivo nei salti in estensione, diventa la croce nelle corse di velocità. I tempi ne risultano inevitabilmente appesantiti, ma non è solo questo che frena Micheal Tumi. L’avvio del vicentino non è da disprezzare, ma la fase di accelerazione, e soprattutto il lanciato, non sembrano adeguate né all’occasione né allo status di bronzo europeo indoor dell’azzurro. Vince il francese Vicaut in 10.28 (-4.1), mente Tumi (10.51) viene risucchiato al quinto posto della serie, e al settimo totale.
A mettere fieno in cascina nel pomeriggio tricolore, probabilmente più delle attese, è Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle), bravo a limare ancora il primato personale nei 400hs, portato a 50.33 (tre centesimi meglio del tempo ottenuto al Golden Gala Pietro Mennea). Il crono è buono per il quinto posto finale (vittoria al tedesco Schirrmesiter, 49.15, superando il più titolato britannico Dai Green, secondo in 49.39). Anche Matteo Galvan si comporta bene, vincendo la sua serie nel giro di pista.
Viene poi il turno di Libania Grenot nei 400 metri. L’azzurra parte forte e, dalla sua seconda corsia, acciuffa buona parte delle avversarie nel corso dell’ultima curva. All’ingresso in rettilineo è in lotta per la seconda piazza, ma poi, con il passare dei metri, finisce per spegnersi, e chiude al quarto posto, con lo stagionale portato a 51.84 (vittoria alla britannica Perry Shakes Drayton, 50.50). Si ferma ai piedi del podio virtuale anche la prova di Silvano Chesani nell’alto. Il trentino supera l’asticella a 2,24, ma gli errori commessi nelle prime prove proprio su questa misura e a 2,15 (!) lo costringono – in virtù del regolamento della manifestazione, quattro errori concessi in tutto – a fermarsi dopo il secondo fallo a 2,28. Vince l’ucraino Bondarenko con 2,28, misura superata anche dal francese Hanany (secondo), mentre al terzo posto finisce il britannico Parsons, anche lui capace dei 2,24 come Chesani, ma premiato dall’assenza di errori su questa misura.
I 5000 metri si risolvono come nelle attese: ovvero, con una lunga passerella per il bi-campione olimpico di Londra (oro su 5000 e 10000m) Mo Farah.
Discreta volata delle azzurre nella staffetta 4×100 che chiude la prima giornata: Micol Cattaneo e Irene Siragusa lanciano bene il quartetto, Ilenia Draisci e poi Audrey Alloh si comportano altrettanto positivamente, terminando in prima posizione nella seconda serie in 44.35, mantenendo tre centesimi di margine sulla Bielorussia. Nel computo finale le ragazze sono settime (vince l’Ucraina con 42.62), ma certo piace la grinta messa in campo da tutte e quattro. Al maschile il quartetto non sembra essere al meglio della condizione: i cambi passano senza grandi problemi, ma è la velocità del testimone a non impressionare. L’essere poi nella serie peggiore non aiuta: Michael Tumi, Jacques Riparelli, Davide Manenti e Fabio Cerutti vincono la seconda serie in 39.05, e sono quinti nella classifica combinata (a vincere è la Gran Bretagna, con 38.39).
Nella classifica generale, l’Italia è ottava, con mezzo punto di ritardo dalla Spagna, settima. L’Ucraina, sesta, è però a distanza siderale (37 punti e mezzo). Ciò vuol dire che servirà una grande seconda giornata, per tentare di risalire in classifica. Utile anche dare uno sguardo alle spalle: la Turchia è ventuno punti più indietro, mentre la Grecia, che occupa il terz’ultimo posto (tradotto: retrocessione in First League) è indietro di 47 punti. Domani chiusura della manifestazione: tra gli azzurri che andranno in gara, Giuseppe Gibilisco (asta), Daniele Meucci (3000), Fabrizio Schembri (triplo), Veronica Borsi (100hs), Alessia Trost (alto), Darya Derkach (lungo), Chiara Rosa (peso).
Fonte Fidal
Foto Fidal/Colombo/Fidal




