News
Sangue e terrore alla Maratona di Boston: bombe al traguardo. Tre morti

Tre vittime, tra cui un bambino di 8 anni, e oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre 10 le amputazioni. E’ questo, al momento, il gravissimo bilancio della tragedia alla maratona di Boston che ha fatto ripiombare gli Stati Uniti nell’incubo terrorista. Pare che nessun italiano risulti tra i feriti.
Sulle tv americane vengono trasmessi in maniera ossessiva i tanti video delle due esplosioni a 12 secondi di distanza. Quindi le grida della gente in preda al panico e il sangue sulla strada. Scene forti che gettano un Paese intero nell’angoscia, in uno stato di choc. La foto di un podista di 78 anni scaraventato a terra dallo spostamento d’area a pochi metri dallo scoppio e’ gia’ diventata l’immagine simbolo, l’icona di questa tragedia. Intanto il lavoro degli inquirenti e’ a tutto campo. Nessuna pista viene esclusa. Cosi’ come affermato da Barack Obama, non si conosce ancora la matrice dell’attentato: se esterna, legata al fondamentalismo islamico, o interna, legata ad estremisti come quelli che il 19 aprile del 1995 fecero saltare in aria un edificio federale ad Oklahoma City, provocando 168 morti e 680 feriti. Alla guida delle operazioni gli agenti del Fbi, che in una breve conferenza stampa hanno ribadito come siano in corso ”indagini criminali, potenzialmente nell’ambito del terrorismo”.
Mentre si sta passando al setaccio ogni foto, ogni fotogramma delle telecamere a circuito chiuso della zona, trapela la notizia che ci sarebbero alcune immagini di un sospetto vestito di nero, con due zainetti sulle spalle. Inoltre, si sta dando la caccia a un furgone preso a noleggio che e’ stato visto entrare nella strada della corsa appena prima dello scoppio, e poi scappare via. Pare che i due ordigni, artigianali, pieni di cuscinetti a sfera, siano stati posti dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede e siano stati fatti esplodere con un telecomando a distanza.
La Boston Marathon si svolge ogni anno dal 1897 nel Patriots’ Day, il terzo lunedi’ di aprile ed e’ una delle sei World Marathon Majors, a cui partecipano appassionati o corridori professionisti di ogni parte del mondo. Richiama ogni anno circa 500.000 spettatori.
Alla prima edizione erano solo 18 concorrenti. In occasione del centenario, tocco’ in assolto il piu’ alto numero di maratoneti, con oltre 38mila iscritti (e ben 35.868 atleti arrivati al traguardo). La maratona di Boston nella sua ultracentenaria vita si e’ colorata anche del tricolore grazie alla vittoria nel 1990 di Gelindo Bordin, che stabilì anche il proprio primato personale con 2h 08’19”.
Ieri, prima delle esplosioni, avevano tagliato per primi il traguardo, per gli uomini l’etiope Lelisa Desisa Benti, per le donne la keniana Rita Jeptoo ma questo è sicuramente l’unico dato che non verrà ricordato di questa “disgraziata” 117a edizione.






