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Eco Gozo Trail: alla ricerca dei nastrini perduti!

“Che non si trattasse di una semplice gara domenicale ma di una manifestazione trail molto impegnativa si sapeva sin dall’inizio. Questa seconda mia ultra maratona trail è arrivata per caso, inizialmente la mia mente meditava la maratona di Parigi. Dopo mesi di preparazione condivisa in gran parte con i miei carissimi amici del Team “PANORMUS”, il mio obiettivo, indipendentemente dalla posizione, era quello di concludere la gara.
Come disse il signor Bonaventura “qui comincia l’avventura!” Location: Gozo (MALTA) detta anche l’isola di Calipso. Ore 7 circa, spostamento in pullman dal Calypso Hotel ubicato a Marsalforn al limitrofo paese, Nadur. Ore otto, tutti ai nastri di partenza. Temperatura percepita 16°C, vento 14km/h, umidità 82%. Tutto è pronto! L’adrenalina sale, ultimi piccoli accorgimenti, foto di rito scattate magistralmente dal mio amico Maurizio Crispi e da altri astanti.
Si scambiano gli ultimi auguri di in bocca al lupo con i miei compagni di avventura. Lo starter, Nathan Farruggia, (organizzatore dell’evento) da il via. Si parte!! Attivato istantaneamente il mio Garmin 110, comincia a registrare andatura, tempo percorso, media e calorie consumate. Percorsi i primi km, tra chiese monumentali, fortezze e mausolei, lo scenario come per magia cambia. Meravigliosamente si trasforma in una stupenda immaginaria tela dipinta ad olio, composta semplicemente dai quattro elementi della natura: Fuoco: sole che sorge all’orizzonte; Terra e Acqua: incantevoli scogliere a strapiombo sul mare azzurro; Aria: una piacevole brezza mista di profumi di fiori di campo e salsedine, il tutto rigorosamente incorniciato da un infinito senso di pace e benessere interiore. Con la mia inseparabile amica Kodak compatta, inizio ad immortalare le bellezze di madre natura. La gara è un sali e scendi continuo che percorre tutto il perimetro dell’isola. Il morale è alle stelle, tutto fila a meraviglia. Al 10 km circa primo intoppo!
Trovo il mio Presidente Giuseppe Cuttaia e l’atleta di Cipro, intenti a chiacchierare in lingua inglese, l’argomento è la “fettuccia”! Peppe mi spiega la situazione non si riesce a trovare il percorso giusto per il prosieguo della gara perché mal segnalato. Il gruppo comincia a ricompattarsi, si aggregano a noi Michele Civiletti, Alessandra Corvaia ed altri atleti. Tutti appassionatamente come se fosse una caccia la tesoro, ci dividiamo in diverse direzioni cercando disperatamente la “fettuccia”. Dopo svariarti andirivieni finalmente viene individuato il percorso giusto… si riparte!! Nel continuare a seguire il percorso gara, ammaliato sempre di più dallo scenario naturalistico che offre questa splendida isola, la gioia è così intensa che le sofferenze fisiche e lo stress mentale passano in secondo piano.
Giusto per citarne qualcuno, la Finestra Azzurra, opera del mare e delle onde che hanno eroso nei secoli la roccia; i labirinti delle saline, ritagliate nella roccia calcarea; la spiaggia dalla sabbia rossa, incastonata tra ripide colline e immersa nella campagna; piccole darsene naturali, che danno riparo alle barche dei pescatori e tanto, tanto altro. Torniamo alla gara. Superati diversi altri ostacoli, nel percorso incontriamo dislocati diversi punti ristoro gestiti da numerosi ragazzi del luogo, che ci riforniscono di frutta, acqua e integratori vari. Altri sono addetti semplicemente a registrare i regolari passaggi degli atleti. Io con il mio “Camel Bag” a spalla, ben rifornito di acqua e integratori, cerco di limitare la durata delle soste. Nel tragitto incontro gli amici Ciccio Castronovo, che mi incita al passaggio, e Maurizio Crispi, che con la sua smisurata passione per questo meraviglioso sport, e con la sua splendida macchina fotografica immortala gli atleti e tutto quello che lo circonda.
Una sbirciatina saltuaria va al mio Garmin, questo mi serve non per l’andatura ma per regolarmi con l’integrazione di sali minerali e barrette energetiche. Malgrado il mal posizionamento e la scarsezza delle “fettucce” dislocate a troppa distanza l’una dall’altra, non permettendo una corsa regolare, i km percorsi aumentano (28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 36, 37, 38, 39) “<3”. Il fisico reagisce bene, non avverto nessun problema, mentre la mia mente stressata ripetutamente dalla inadeguata segnalazione del percorso, comincia a barcollare. I sintomi si fanno sempre più persistenti a tal punto da ponderare seriamente, che la scelta più giusta sia quella di ritirasi. Ritrovarsi a girovagare per i campi, senza avere la certezza che sia la strada giusta, smarrito come un animella in pena, costretto a tornare più volte indietro per riagganciarmi all’ultima fettuccia, ricominciare passo dopo passo procedendo a volte ad intuito e non con l’indicazioni che non cerano. Ritrovarsi dopo svariati km percorsi nuovamente allo stesso punto, tutto comincia seriamente a pesare e a diventare insormontabile! Sinceramente per me non è stato per nulla facile. Proseguo alla cieca, fino a quando il mio sguardo viene attratto da un brandello di “fettuccia” di colore bianco e rosso, legato ad un piccolo cespuglio. Come per magia la crisi immediatamente si attutisce, sovrastata dalla felicità di quel brandello ritrovato, trasmettendo al mio corpo una scarica di adrenalina, che mi emoziona e mi fa gioire a tal punto da far scintillare i miei occhi. Si riparte, il morale comincia a prendere il sopravvento, scacciando di fatto la crisi. Grazie alla mia forza di volontà interiore e l’amore smisurato per questo meraviglioso sport, lentamente la situazione torna nuovamente sottocontrollo.
Ristabilita l’armonia tra corpo e mente, a gambe elevate si procede verso Nadur! Immediatamente il mio pensiero va alle donne del gruppo Panormus Lory LI VIGNI, Cettina PONTILLO, Alessandra CORVAIA, Daniela GRECO (MTB) e Paola PONTE. Il dover immaginare loro affrontare le mie stesse difficoltà, inizialmente mi fa star male, poi riflettendo e conoscendole bene tutte, le “Guerriere Amazzone”, della Panormus non le ferma nessuno, ne tanto meno quell’odiata “fettuccia” che non c’è! Gli uomini Michele CIVILETTI, Antonio PULIZZI (MTB), Salvatore MAIRA, Pippo RUGGERI, Michele PUCACIOF, sono abituati a queste ed altre difficoltà!! Mancano pochi km all’arrivo, si passa per il centro abitato, finalmente il mio agognato e meritato traguardo. Dopo aver arrestato il mio Garmin, noto con stupore che i km totali percorsi sono ben 58,60; Tempo 6h 53:09. Immediatamente apprendo la notizia che Il grande presidente Peppe CUTTAIA ha tagliato il traguardo, posizionandosi 1° assoluto. Mi viene comunicato il mio piazzamento 3° assoluto. Strafelice per la classifica, ma arrabbiatissimo con gli organizzatori, a mio modesto parere poco competenti e superficiali nel tracciare il percorso e soprattutto nel garantire una adeguata sicurezza agli atleti. Ecco presentarsi al traguardo la prima delle donne Alessandra CORVAIA. Una forza della natura!! Peppe, comincia a raccontarmi la sua gara, sensazioni, emozioni e disavventure coincidono perfettamente con le mie. Nathan era già a conoscenza delle problematicità incontrate per la non adeguata segnalazione del percorso. Anche Peppe, trovandosi in difficoltà nei pressi di una cava, aveva pensato bene di chiamare l’organizzatore per comunicargli il suo ritiro.
Posso solo aggiungere che, il trasporto emozionale vissuto in questa gara è stato immane. A seguire, cominciano ad arrivare i miei amici Michele, Cetty, e altri. I primi commenti a caldo per tutti sono gli stessi, torna per l’ennesima volta l’argomento “fettuccia” mal posizionate e a volte inesistenti. Giuseppe Cuttaia, con flemma e con tutta la sua esperienza accumulata negli anni, risollevava il morale elogiandoci uno per uno per l’ultra impresa superata. Come un vero leader sa fare, con onestà e modestia, disse che portare a termine la gara è stata dura anche per lui. L’organizzatore Nathan Farruggia, un pò imbarazzato per le continue lamentele si giustificava, attribuendo le mancate “fettuccie” alla gente del luogo, contadini e cacciatori che infastiditi molto probabilmente dai nostri passaggi, volutamente li spezzavano o li eliminavano totalmente. A suo dire il percorso era stato ben segnalato. La moglie di Nathan, anch’essa facente parte dell’organizzazione aggiungeva che a loro disposizione avevano anche delle segnaletiche removibili, ma che queste non sono state utilizzate sempre per lo stesso motivo, la gente del luogo solo per spirito di divertimento come è successo in altre manifestazioni sportive, invertivano il senso della direzione della freccia indirizzandola o verso il basso, o verso l’alto o addirittura nella parte opposta al percorso.
Si Volta pagina!! Finalmente dopo esserci rifocillati, comincia lo show del nostro insostituibile amicone Ciccio Castronovo. Comincia a raccontarci le sue avventure culinarie e “inGozzoniane” fatte di degustazioni di prodotti tipici del luogo. La nostra carissima amica Paola Ponte, strafelice delle sue imprese, con un sorriso funerario e con gli occhi colmi di fuoco, lo elogia esortandolo a cambiare stile di vita, dandogli l’ultimatum!! Anche questo è Panormus.. Una battuta dietro l’altra il sorriso torna a splendere nei nostri volti. Il divertimento ha inizio!! Si condividono l’esperienze positive, si commentano i posti e le meraviglie dell’isola, le difficoltà affrontate, sia positive che negative, con un entusiasmo smisurato felici e consapevoli del fatto che a prescindere dal piazzamento e dal tempo, è stata una splendida giornata di sport, conclusa magistralmente con grinta e tenacia.
Ho imparato che bisogna sapersi adattare alle diverse situazioni, tenere presente sempre i propri limiti senza lasciarsi sopraffare dai pensieri negativi, qualsiasi cosa succeda. Condividere e trascorrere l’avventura Gozo con tutti voi è stato un vero immenso piacere. Al Presidente CUTTAIA per le parole di elogio, di stima e gratificazione profuse a tutto il Team “PANORMUS” che qualifico davvero un sincero e grande amico, auguro una proficua e duratura carriera sportiva. Grazie. Sei un grande!!”
Vittorio Ammirata
Foto di Maurizio Crispi












