News
Due metri sopra il cielo

Storie di donne, storie di atlete che hanno scritto a lettere cubitali la storia dell’atletica italiana nel Mondo. Storie in bianco e nero ma anche a colori e magari raccontate con una foto sbiadita, un telefonino o un messaggio su twitter.
La prima storia è rigorosamente in bianco e nero, e riguarda il salto di Sara Simeoni che il 4 agosto del 1978 superò l’asticella posta a 2,01 metri nel corso del meeting di Brescia, sfida a due tra Italia e Polonia che la Rai pensò bene di non seguire bucando (si dice così in gergo) l’evento. Le uniche testimonianze visive di quel salto rimasero così per anni legati alle foto scattate sul posto. Solo dopo 30 anni quell’impresa è stata resa visibile e vista grazie ad immagini “ritrovate”, girate all’epoca da una emittente locale. Sarà Simeoni ripetè poi quel salto agli europei di Praga regalandosi la medaglia d’oro.
Un record che resistette per quasi 30 anni, perché nel giugno del 2007 un’atleta campana Antonietta Di Martino volò fino a 2 metri e 3 centimetri ottenendo il nuovo record italiano che resiste tutt’ora. Un giugno “pazzesco” visto che la Di Martino migliorò per ben due volte in sedici giorni quel primato. Dapprima con un 2,02 metri al Memorial Primo Nebiolo di Torino, poi (due settimane dopo) il 2,03 di Milano in occasione della due giorni di gare della First League di Coppa Europa. Misura ripetuta, tre mesi dopo ai campionati mondiali di Osaka, prestazione che le valse la medaglia d’argento, dietro la fuoriclasse croata Blanka Vlasic. Poco più di 5 anni dopo la storia si ripete e la scuola italiana del salto in alto incorona una nuova stella, Alessia Trost (19 anni) che, dopo aver ottenuto il 20 gennaio la miglior prestazione italiana Under 23 (1,98), qualche giorno dopo a Trinec in Repubblica Ceca salta la quota di 2 metri, terza italiana di sempre a superare questa misura, e migliore prestazione del Mondo nella stagione al chiuso.
188 centimetri di figliola, contro i 178 della Simeoni e addirittura i 170 centimetri della Di martino, Alessia è il nuovo che avanza prepotentemente, lo dicono i numeri, lo dice la maturità con la quale la giovane atleta di Pordenone si presenta in pista; è il più bel regalo che l’atletica italiana si sia potuta fare negli ultimi tempi, ed è il segno che se si lavora bene, con seria programmazione i giovani talenti vengono fuori, non si chiameranno certo tutti Trost ma la strada è quella giusta. E se chi comincia è a metà dell’opera spettiamoci ancora tanto da Alessia, a cominciare dai prossimi appuntamenti: il 10 febbraio a Gent in Belgio e agli Assoluti indoor di Ancora di metà febbraio, aspettando Goteborg… (ma)






