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Boston: Korir 2h01:52

È John Korir che riscrive la storia della Maratona di Boston nell’edizione n. 130, una lectio magistralis del 29enne keniano che in un incredibile 2h01:52 (settima prestazione assoluta su qualsiasi tipologia di percorso) e con il miglior negative split di sempre (1h01:50/1h00:02!) si prende il successo per la seconda volta consecutiva e abbatte anche lo storico record della gara risalente all’edizione 2011, quando Geoffrey Mutai (2h03:02) e Moses Mosop (2h03:06) corsero sotto il primato del mondo dell’epoca. Anche se il declivio e il tracciato della Boston Marathon, che si dipana per una distanza in linea d’aria non consentita dai regolamenti internazionali e ne impedisce l’omologazione dei primati, questa edizione è certamente la migliore di sempre al maschile, a un anno da quella femminile da record, con tre atlete sotto il limite della corsa anche in quell’occasione.
Sotto il vecchio primato della gara uomini chiudono anche il secondo e il terzo classificato, il tanzaniano campione del mondo di Tokyo 2025 Alphonce Felix Simbu (2h02:47) e il keniano vincitore in novembre a New York Benson Kipruto (2h02:50), battuti da Korir in progressione con l’azione decisiva maturata al 34esimo chilometro. È il quarto successo consecutivo di Korir in maratona, una striscia iniziata a Chicago nel 2024, passata per Boston e Valencia (2h02:24) e nuovamente Boston oggi. Classifica da urlo: nell’edizione odierna ben diciotto atleti sub-2h07, esattamente quanti nell’intera storia delle precedenti 129 edizioni della 42,195 km del Massachusetts. In meno di 2h04 anche l’etiope Hailemaryam Kiros (2h03:42) e il neo-statunitense Zouhair Talbi (2h03:45 per l’ex-marocchino).
Arriva la conferma anche di Sharon Lokedi, sul traguardo in 2h18:51 a un minuto e mezzo dal record della gara che ha firmato lo scorso anno (2h17:22). Anche per la keniana negative split importante, 1h11:03 alla mezza maratona e seconda parte in 1h07:48, con podio completato dalle connazionali Loice Chemnung (2h19:35) e Mary Ngugi-Cooper (2h20:35). Una classifica cronometrica mai vista a Boston: otto atlete hanno chiuso entro le 2h22 rispetto alle ventuno totali nella storia delle precedenti edizioni. È quarta, per il poker keniano femminile, Mercy Chelangat in 2h20:30, quinta la statunitense Jessica McClain-Tonn che in 2h20:49 firma il crono più veloce di una maratoneta statunitense a Boston.
Fonte Fidal
John Korir (foto World Athletics)



