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Lo Stadio delle Palme ancora senza omologazione…

Il comune di Palermo batte cassa, soldi non ce ne sono e a farne le spese sono anche gli impianti sportivi del capoluogo siciliano. In alcuni casi, vandalizzati in altri abbandonati, in altri ancora lasciati al proprio destino come la piscina comunale e lo Stadio delle Palme – Vito Schifani. Proprio quest’ultimo di recente è stato oggetto di un profondo restauro (durato 8 mesi e concluso a fine febbraio del 2020, in “apertura” di Pandemia). Restauro e riapertura che lasciava sperare al meglio, con lo stadio di atletica, aperto solo alle associazioni sportive che tra mille difficoltà portano in pista i loro atleti ad allenarsi. Niente apertura al pubblico, niente programmazione. E niente manifestazioni, perché al momento lo Stadio delle Palme è privo di omologazione che arriverebbe solo dopo l’acquisto da parte del comune di tutte le attrezzature che compongono un impianto di atletica leggera; dalle pedane di lancio agli ostacoli, passando per i giavellotti. Poco più di 40.000 euro sarebbero serviti per l’acquisto delle attrezzature, soldi che l’amministrazione comunale di Palermo aveva già “trovato”, cifra che, complice i soliti ritardi (colpa sempre del Covid) è stata dirottata verso altre “esigenze”. E le ASD palermitane viaggiano tra disagi, pastoie burocratiche e spese mai messe in calendario, con gli atleti costretti ad emigrare verso altre strutture. La mancata omologazione a tutt’oggi mette anche a rischio lo svolgimento della finale Argento dei CdS su pista assegnata a Palermo e in programma a metà settembre. Manifestazione che porterebbe in città atleti, accompagnatori e dirigenti da tutta Italia. Tra l’altro la mancata regolare manutenzione, sta portando alcune zone dell’impianto ad “ammalorarsi”, pur essendo relativamente fresche di maquillage. Una spina quella degli impianti sportivi comunali che l’amministrazione guidata dal sindaco Orlando cerca di togliersi , pensando di girare la gestione degli impianti ai privati, un’idea non nuova ma che adesso più che mai potrebbe essere quella giusta.

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