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Tor des Géants®, in 920 al via per l’edizione dei record

I più veloci raggiungeranno la prima base vita, quella di Valgrisenche, attorno alle 19.30 di oggi, mentre i primi arrivi a Courmayeur sono previsti per la tarda mattinata di mercoledì 11 settembre.

Il numero 10, nel calcio, è il fantasista, quello che può decidere le partite e che ha, nel suo DNA, il dono della spettacolarità. E che spettacolo sia anche per questa decima edizione del Tor des Géants®, l’endurance trail più duro al mondo che per 150 ore coinvolgerà le Alte Vie numero 1 e 2 valdostane, toccando 34 comuni.

920 atleti si sono presentati ai nastri di partenza, 72 nazioni provenienti da tutti i cinque continenti calcheranno i sentieri della Valle d’Aosta: il TOR è partito a mezzogiorno di una fredda domenica 8 settembre 2019. Courmayeur era colma di gente come non mai, con i parcheggi pieni e le strade popolate di tantissime persone assiepate dietro le transenne.
Gli atleti affronteranno – chi per portare a casa una storica vittoria, chi per una sfida con se stessi nata per tanti motivi – un percorso di 356 km con dislivello positivo di circa 27390 m (valutazione ITRA).

I più veloci raggiungeranno la prima base vita, quella di Valgrisenche, attorno alle 19.30 di oggi, mentre i primi arrivi a Courmayeur sono previsti per la tarda mattinata di mercoledì 11 settembre. L’anno scorso a vincere fu il valdostano Franco Collé con il tempo di 74h03’00”, mentre il record appartiene allo spagnolo Javi Dominguez Ledo, che nel 2017 impiegò 67h52’15”.

È un ragazzo dell’Esercito, Mattia Limontini, classe 1998, il più giovane alla partenza, mentre il “nonno” della competizione è il portoghese Joaquim Sanpaio, 72 anni.
Un netto calo delle temperature potrebbe portare, in alcune zone in alta quota, pioggia e nevischio nel corso della giornata, con lo zero termico tra i 2.400 – 2.800 metri.

Avvicendamento in testa al Tor des Glaciers
Continua il viaggio dei pionieri del Tor des Glaciers. In testa alla classifica c’è ora Luca Papi, italiano residente in Francia, che in mattinata è passato dalla base vita di Cogne, da cui è transitato da poco anche lo spagnolo Javier Puit. Al terzo posto il giapponese Masahiro Ono. A guidare le quattro donne è ancora Marina Plavan.

Sale a nove il numero dei ritirati: a Fabio Menni si sono aggiunti, tra ieri e oggi, Dario La Martina, Charlie Sanguinetti, Mario Ramos, Alfio Rinaldo, Thierry Ador, Nathanael Jacqmin, Massimo Pica, Sylvain Oeillet.

da comunicato stampa

Aggiornamento del pomeriggio

Una partenza emozionante nonostante il freddo, accolta da tantissime persone. Ora, però, al Tor des Géants® si inizia a fare sul serio, e la competizione è già incandescente.

Dopo le prime quattro ore di gara, trascorse tra freddo e neve, trovata ai 2571 metri del Col Arp, un gruppo di sette persone si è già staccato dal “peloton” ed è arrivato, prima delle 16, al Rifugio Deffeyes, secondo punto di rilevamento cronometrico dopo 27 km. A guidare sono l’altoatesino Peter Kienzl – determinatissimo a lottare fino alla fine – ed il valdostano Franco Collé, rispettivamente terzo e primo l’anno scorso, che viaggiano praticamente appaiati: al Deffeyes sono passati alle 15.43:28 ed alle 15.43:46. Meno di un minuto dopo Collé è arrivato Oliviero Bosatelli, vincitore nel 2016.

Dietro di loro, racchiusi in meno di un minuto, l’italiano Francesco Cucco, il canadese Galen Reynolds (secondo nel 2018), il romeno Ionel Cristian Manole ed il francese Olivier Romain.

Sembra, al momento, un po’ più definita la classifica femminile, con la francese Sonia Furtado partita fortissima, quindicesima assoluta, al comando in 4h04’08”; a quasi nove minuti da lei la vincitrice del 2018, Silvia Ainhoa Trigueros Garrote e, terza, Jocelyne Pauly. E’ fuori dai giochi Lisa Borzani, la vincitrice del 2016 e del 2017, costretta al ritiro per un dolore al ginocchio dopo una ventina di chilometri.

Il tempo non è molto amico degli oltre 900 runners: già nella prima parte di gara hanno trovato la neve, oltre a molto vento gelido e temperature rigide. Dopo la base vita di Valgrisenche, la notte presenterà le insidie di diversi colli, tra cui il Col Loson che, coi suoi 3.299 m, è il punto più alto della corsa.


Il Tor des Glaciers è quasi a metà gara
 

Passeranno la terza notte al rifugio Coda, a 2224 metri, i primi tre concorrenti che sono al momento in testa al Tor des Glaciers. Sempre che abbiano intenzione di fermarsi un po’ e non vogliano distanziare ulteriormente gli 84 concorrenti che seguono. Novantotto atleti al via e dodici i ritirati fino a questo momento, un numero più che accettabile se si considera che i primi due giorni (e soprattutto le notti) di gara sono stati dominati per lo più dal maltempo, con neve sul terreno e vento forte in quota che hanno “consigliato” una maggior prudenza.

Dopo 180 chilometri, data del rilevamento delle 16,15, la testa della corsa vedeva i concorrenti nello stesso ordine del mattino: il varesino (di nascita) e francese (di bandiera) Luca Papi davanti a tutti, seguito a distanza relativamente breve dallo spagnolo Javier Puit e dal piccolo giapponese Masahiro Ono, che macina chilometri e quote con un ritmo assolutamente regolare, senza scatti o colpi di testa.

Tra le quattro superdonne al via continua a condurre l’Italiana Marina Plavan, seguita dalla costaricana Licia Madrigal e dalla sudafricana Anouk Baars. Quarta l’altra italiana al via, Ita Marzotto, che ha già dimostrato in gare su lunghissime distanze di essere capace di grandi recuperi. Anche per lei, come per Masahiro Ono, la regolarità è la grande risorsa.

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