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Vito Massimo Catania e l’abbraccio con Papa Francesco: come due “vecchi amici”

Quello che non ti aspetti ma che in un attimo accade, stropicci gli occhi perché non ti sembra vero, ma poi quando pensi che dall’altra parte del tuo sguardo, del tuo obiettivo c’è Vito Massimo Catania ecco che capisci  “tutto può accedere” . Archiviata l’emozione davanti al Capo dello Stato, Vito Massimo Catania e Giusi La Loggia stamane hanno preso parte all’udienza generale pubblica di Papa Francesco. Terminata l’omelia il Sano Padre è sceso nella piazza antistante il sagrato per incontrare disabili ed accompagnatori, una pacca, una parola, una benedizione che può dire tanto per chi ha Fede, per chi vive di Fede. Un cerimoniale non ingessato ma che segue determinati dettami e che vede papa Francesco quasi “pilotato” nel suo incedere da prelati e guardie del corpo.

Cerimoniale che svanisce tutto ad un tratto quando Vito Massimo Catania, trovandosi davanti sua Santità gli chiede (quasi fosse un amico di vecchia data), “Papà Francesco mi posso alzare per abbracciarla?” E Papa Francesco non se l’è fatto dire due volte, e rompendo il cerimoniale che non prevede contatti “fisici”, ha abbracciato Vito Massimo, un abbraccio dolcissimo che a Vito Massimo sarà sembrato infinito.   Per par condicio anche Giusi la Loggia ha chiesto l’abbraccio al Papa che in questo caso si è dovuto chinare, regalando con quell’abbraccio, una infinita gioia a Giusi. Lo scambio dei regali ha poi concluso il prezioso siparietto. A Papa Francesco anche il Gogol come ambasciatore del sorriso.

In tarda mattinata l’incontro tra Vito Massimo Catania e il presidente dell’Athletica Vaticana, monsignor Melchor Sanchez de Toca , la neonata società podistica a marchio Città del Vaticano. Un incontro nel corso del quale il presidente ha sottolineato come i dettami e la mssion della società dalla maglia bianco-gialla, siano particolarmente vicini all’opera di Vito Massimo, integrazione, condivisione,  attenzione per i più deboli, correre e fare correre e non solo con le gambe ma anche con il cuore, per una corsa sempre più solidale. Domenica prossima ben 18 atleti della società vaticana, saranno presenti alla Roma-Ostia, tra loro anche il siciliano Don Vincenzo Puccio che terminata la sua gara, tornerà indietro per correre, alcuni chilometri, spingendo la carrozzina di Sara, una bambina di 10 anni, colpita da una malattia neurodegenerativa, diventata “la principessa del sorriso”, un sorriso che non ha mai perso anche grazie ai podisti dell’Athletica vaticana. E Vito Massimo (testimone dell’AISA l’associazione contro le Sindromi Atassiche) in tutto questo è fulgido esempio, come si dice in questi casi “ha fatto scuola” e ci sta cambiando…in bene.

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