Brevi...di corsa
Oro ai Mondiali juniores per Alessia Trost
Nell’ultima giornata dei Mondiali juniores arriva l’oro di Alessia Trost nell’alto ed è una vittoria molto più sofferta del prevista: non è la russa Mariya Kuchina, tradizionale rivale delle stagioni giovanili, a complicare la vita alla finanziera pordenonese bensì una sconosciuta atleta delle Seychelles, Lissa Labiche a spaventare l’azzurra restando in testa fino a quota 1.88. Poi il salto vincente a 1.91 (seconda prova) di Alessia, che già aveva riacciuffato la gara a 1.82 e 1.88 andando oltre solo al terzo tentativo. Dopo i festeggiamenti della curva tricolore, i tre salti del sogno olimpico alla misura di 1.95: al terzo è quasi fatta, ma per oggi va bene così. Nella staffetta 4×400 che chiude la manifestazione il quartetto italiano schiera Vito Incantalupo, Marco Lorenzi, Davide Re e Michele Tricca: gli azzurri – con due cambi non impeccabili nella fase decisiva – si piazzano al 6° posto (3’08”51), ma poi arriva anche la doccia fredda della squalifica per invasione di corsia.
Dopo la premiazione, con la "curva" tricolore impegnata a cantare in coro l'Inno di Mameli, la neocampionessa del mondo dell'alto Alessia Trost racconta la sua avventura sulla pedana del Montjuic: "Ero partita con l'idea di saltare alto, eppure non riuscivo a trovare la misura: non capivo cosa non andasse nella rincorsa, la pedana non rispondeva come mi attendevo. Mi sentivo un po' strana, in qualificazione era andato tutto bene: era durata tanto, ma nella mia testa era filata via velocissim: insomma, a 1.82, quando sono arrivata alla terza prova, ho avuto davvero paura. Non mi ero accorta che la ragazza delle Seychelles, che non conoscevo assolutamente, avesse fatto tutto alla prima prova fino a 1.88: in genere non guardo le altre saltare e mi concentro su me stessa. Certo, essendoci Mariya Kuchina appena prima di me nel turno di salto, la russa la guardavo eccome, e pensavo: oggi non è la solita Kuchina. Anche lei evidentemente ha avuto qualche difficoltà. Quanto ai salti a 1.95, mi dispiace soprattutto di aver sbagliato di pochissimo il terzo tentativo, era quasi fatto. Ma la verita' e' che in questo momento non voglio pensare ai Giochi Olimpici: non mi va di forzare la mano alla FIDAL o al CONI, dove sicuramente ci sono persone che sapranno decidere per il meglio. Anzi, se devo essere sincera, la mia preoccupazione ora e' di scegliere la mia strada universitaria dopo aver fatto gli esami di maturita'".
Fonte Fidal (Raul Leoni)




