Brevi...di corsa
Maratonina Blu Jonio e Trofeo della Contea, il “diario della corsa”

E’ la giornata della “Blu Jonio”, la maratonina sorella maggiore del Trofeo della Contea. Allo sparo d’avvio la mia mente non può non tornare indietro al 28 Ottobre 2018, quando “giovane” sessantaquattrenne ero schierato sotto il gonfiabile per la partenza della settima maratonina Blu Jonio. Venne dato il via. Dopo meno di cinquanta metri ero al centro del gruppo e alle mie spalle un anonimo podista, rimasto tale, agganciò la mia gamba sinistra e io ruzzolai per alcuni metri a terra; vidi le stelle anche se il cielo era nuvoloso, ma con scatto felino quasi rimbalzando mi rialzai subito e proseguii la corsa un po’acciaccato. Solo all’arrivo dopo un’ora e tre quarti di gara mi “leccai” le varie ferite riportate. Mi era andata bene.
Ma oggi è un’altra storia. Con qualche minuto di ritardo partiamo dando giustamente la precedenza a Giulia che in carrozzina ci fa da battistrada per alcune centinaia di metri e ci terrà compagnia lungo il percorso. Il fiume di podisti si allunga verso Torre Archirafi senza difficoltà; il percorso è completamente piatto quasi come se fossimo in pista ma siamo accanto al mare. Al primo chilometro, Garmin, il mio amico più affidabile mi avverte che 5’08” è un’andatura troppo veloce e mi devo dare una calmata. Ma è proprio difficile farlo perché il percorso è facilissimo, il fiato mi assiste e la compagnia di tanti amici non manca, perché dovrei rallentare? In senso contrario vedo già arrivare Francesco Bruno del Cus Catania che guida il Trofeo della Contea. È poi la volta del gruppo di testa della maratonina. Non hanno le ali ma volano tutti. Giungiamo al borgo marinaro, dell’antica torre non vi è traccia. Facciamo una breve circumnavigazione delle case della frazione di Riposto. Quando invertendo il senso di marcia siamo di nuovo sul mare vediamo l’arco che caratterizza tutte le immagini del borgo al di sopra del quale una piccola folla ci saluta festante. C’è pure un drone che ronza sopra le nostre teste, chissà se da qualche parte vedremo le sue immagini. Superato l’arco torniamo a vedere in lontananza il centro di Riposto. Cerco di agganciare qualche podista di “passaggio” ma vanno tutti più veloci, così proseguo col mio passo mentre Garmin chiede sempre di rallentare. Arriva il “punto acqua”, non c’è caldo ma due brevi docce sono sempre piacevoli. Supero il quarto chilometro, inizio leggermente a rallentare e Garmin sembra dirmi: “te lo avevo detto..” 5° km 5’17”. Al sesto mantengo ancora questo ritmo. Arrivo al passaggio dal traguardo, la mia dolce metà fa il tifo in prima fila. Mancano meno di 4 km, cerco di tenere duro ma non è facile. Penso: “Garmin aveva ragione..” E non mi aiuta l’inizio del basolato completamente sconnesso che mi mette sempre in difficoltà. Ricomincia l’asfalto e va meglio, ma terminate le case che ci separavano dal mare sento un fastidioso vento laterale. Dopo poco una voce alle mie spalle mi chiede “come va?” io rispondo scherzando “una bomba”. La voce è dell’amico Alberto che mi affianca. È uno specialista di maratone e maratonine che alcuni mesi fa ha “buttato nella spazzatura” un menisco che non gli serviva e ora è nuovamente in gara con tanto impegno e passione. Inizio a vedere in lontananza l’inversione a “U” che riporterà verso il traguardo noi della “Contea”. Al 7° km passo in 5’22”, ma non c’è un crollo perché all’ottavo cedo solo un secondo. Alberto è già lontano e prosegue nella sua corsa da maratoneta. È il momento dell’inversione di marcia. Il punto di snodo tra le due gare è ben presidiato e non c’è alcuna confusione o possibilità di errore. Io proseguo lottando con il vento che ora arriva da sinistra, per me che sono lungo e magro come un palo della luce non è facile. Al nono chilometro cedo ancora solo 2 secondi. Ricomincia l’odioso basolato ma ricominciano le case e scompare il vento. Stringo i denti, il pensiero del traguardo ormai vicino aiuta la propulsione del mio vecchio motore e il decimo km è più veloce del precedente, 5’19”. Ma non basta, c’è la parte più difficile della gara, gli ultimi 200m. Con qualche secondo di fatica e una timida accelerazione, taglio il traguardo, è finita.
Da atleta divengo spettatore della maratonina e mi godo l’arrivo dei vincitori, Desirée Cugnata al femminile e Davide Salvati al maschile che fanno bella compagnia ai vincitori del Trofeo della Contea, Francesco Bruno e Desirée Erica De Maria, bravissimi. Ma i complimenti vanno anche a Salvatore Quattropani, Maria Cristina Pintacorona, Michelangelo Testa e Cinzia Di Guardo che hanno chiuso le competizioni di uomini e donne.
Post gara senza intoppi, pacco gara, medaglia e un gustoso panino con la mortadella. Le classifiche sono prontamente esposte da Evodata dalle quali apprendo che mi porto a casa il primo posto del piccolo drappello degli SM70, ma per il Trofeo della Contea, come già sapevo, non ci sono premi di categoria, pazienza, forse il conte è un poco “decaduto” e senza fondi. Resta la soddisfazione e soprattutto la bellissima giornata di sport che abbiamo trascorso per la quale dobbiamo ringraziare l’organizzazione e tutti coloro che hanno contribuito a realizzarla.
Remigio Di Benedetto
Foto siciliarunning



