Brevi...di corsa
Il Trofeo CorriAugusta dal “diario della corsa”

Dopo una “pausa” durata oltre 400 giorni, sono in partenza con meta Augusta per partecipare a una competizione podistica, il Trofeo Corri Augusta. Con coraggio ed ostinazione ho combattuto i problemi fisici e ho trovato il punto di “gravità permanente” con osteopatia, ginnastica posturale e tanta volontà che mi hanno consentito di tornare nel mondo podistico amatoriale, non so fino a quando, ma oggi ci sono..
Sono le 7 del mattino, sono in compagnia dell’amico Francesco Scarcipino che con le sue 85 primavere sarà probabilmente tra i più anziani della manifestazione; mi fa sentire un bimbo anche a 72 anni. Ci sono anche le rispettive signore che con sacrificio si sono svegliate all’alba e ci assisteranno e sosterranno.
Con largo anticipo siamo ad Augusta e raggiungiamo la piazza Unità d’Italia. Dopo una così lunga assenza inizio a stringere tante mani, sono gli amici che non vedo da troppo tempo e che mi rendono felice.
Poi inizia la concentrazione per la gara, non trascuro nulla: 15 minuti di corsa lenta per riscaldamento muscolare generale, stretching (importantissimo), allunghi ed infine mentre aspettiamo il via, i saltelli che mi consentiranno di partire con un battito cardiaco un po’ elevato ed evitare di andare in affanno già in partenza.
Alle 9 e 20 la “voce” dei podisti della Trinacria, Giuseppe Marcellino invita tutti noi a portarci sotto il gonfiabile e riempie la piazza con informazioni d’ogni genere. C’è poi il doveroso saluto agli amici podisti che ci hanno lasciato con un particolare pensiero che ci legge il “poeta” dei podisti Pippo Bosco.
Alla 9 e 46 si parte, il sole è già alto, sento caldo. Ai 500m c’è subito il “punto acqua”, decido di approfittarne, la lunga attesa sotto il sole prima della partenza mi ha surriscaldato i neuroni, li raffreddo con una doccia. Cerco punti di riferimento, sono partito con al fianco l’amico Bruno Ferraro, ma resta subito indietro, più avanti c’è il mio compagno di società Maurizio Scalzo, ma per me è troppo veloce. Al mio fianco appare Chiara Barbagallo, è la mia guida sicura; mi ha accompagnato in tante competizioni. Per noi sarà una gara breve, solo 5 km e dobbiamo subito trovare il giusto ritmo. Non so quanto Chiara sia consapevole, ma per me è essenziale. Garmin mi dice che dopo 1000m viaggio a poco più di 5’ al km, perfetto. Vedo ancora Maurizio più avanti, è veloce più di noi e penso che per lui con i 10 km la fatica sarà doppia. Siamo nel rettilineo che è in lievissima salita, quasi impercettibile ma me ne accorgo. Circumnavighiamo un palazzo e poi dopo l’unico “tornante” del circuito siamo sul medesimo rettilineo, ora in lievissima discesa. Garmin dopo poco conferma le mie sensazioni, il 2° km è più veloce. Sto completando il primo dei due giri previsti. Purtroppo Chiara ha un poco “mollato” e mi segue a breve distanza, peccato. Inizio il secondo giro ripasso dalla ”fontanella” cioè il punto acqua, vorrei prenderne. Tra i “gestori” c’è un bimbo che quasi timoroso di avvicinarsi agli atleti mi porge a distanza un bicchiere, seconda mini doccia. Garmin dopo poco mi avverte, sono sceso sotto i 5 primi, forse sto esagerando. Ignoro al momento la mia posizione di categoria, spero mi conservino un buon posto sul podio.
Con questo interrogativo inizio il tratto in “salita”. Passa la “testa” della corsa: un “colorato” quartetto che è velocissimo e produce quasi uno spostamento d’aria, beati loro. L’invisibile salita si fa sentire, è il giro più lento. Inizia l’ultimo chilometro, sento a distanza il profumo del traguardo. Nell’ultimo tratto c’è un po’ di confusione tra i doppiaggi, i podisti che proseguono senza accelerare per i 10 km e chi come me in prossimità del traguardo vorrebbe prodursi in un rush finale. All’ultima curva sono per questo involontariamente ostacolato da un podista, pazienza, perderò 2 secondi.. Finalmente appare il gonfiabile, visione che dà forza meglio di qualsiasi energizzante. Sprint da settantenne ed è finita.
Sono cotto, caldo e fatica mi hanno rimbambito e forse reso anche trasparente, perché vado al ristoro e non mi accorgo che c’è da ritirare anche la bella medaglia della manifestazione, pazienza, sarà per il prossimo anno.
Dopo qualche minuto dal mio arrivo, Niyomukiza Jean Marie Viann taglia il traguardo della 10 km aggiudicandosi la CorriAugusta al maschile. Non passa molto che Linda Palumbo si aggiudica quella al femminile, complimenti a loro.
Io con soddisfazione apprendo dalle graduatorie prontamente esposte dallo staff di Evodata che mi hanno “riservato” il gradino più alto del podio della categoria SM70. Passa qualche minuto ed iniziano le premiazioni. L’amico Francesco unico rappresentante della categoria SM85 si gode solitario tutto il podio; dopo un po’ tocca a me, mi viene da ridere perché il gradino più alto traballa un po’, ma è tutto ok, sorrisi, foto di rito, non manca nulla.
Concludiamo tutti così una bellissima giornata sportiva per la quale non possiamo non ringraziare Carmelo Casalaina e la sua A.S.D. Megara Running che con professionalità hanno messo a punto una macchina organizzativa che sfiora la perfezione, grazie e arrivederci al prossimo.
Remigio Di Benedetto
Foto di copertina (siciliarunning.it)



