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Maratone fuori dalle grandi città? Le parole del ministro Mazzi aprono il dibattito sul futuro del turismo sportivo
Il titolare del Turismo propone di spostare maratone e mezze maratone verso borghi e aree interne. Immediata la replica dell'assessore capitolino Alessandro Onorato: «Gli eventi sportivi nelle città generano economia e turismo»

Le maratone e le mezze maratone dovrebbero lasciare i centri delle grandi città per trasferirsi nei piccoli comuni e nei borghi italiani. È la proposta avanzata dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi nel corso di un incontro dedicato allo sviluppo turistico delle aree interne e dei piccoli centri italiani.
«Chiederò a chi organizza le maratone, le mezze maratone e le maratone amatoriali di toglierle dai centri delle città», avrebbe dichiarato il ministro, sostenendo la necessità di utilizzare questi eventi come strumento di valorizzazione dei territori meno conosciuti e di distribuzione dei flussi turistici fuori dai tradizionali circuiti urbani.
Secondo Mazzi, le manifestazioni podistiche che attraversano le grandi città finiscono spesso per creare disagi alla viabilità durante i fine settimana e potrebbero invece rappresentare una leva importante per promuovere il turismo nei borghi e nelle aree interne del Paese. Una visione che si inserisce nella strategia ministeriale orientata al turismo diffuso e alla valorizzazione delle realtà minori.
Le dichiarazioni del ministro hanno però generato immediate reazioni nel mondo dello sport e delle amministrazioni locali. Tra le prime risposte è arrivata quella dell’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, che ha difeso il ruolo delle grandi maratone cittadine come volano economico e strumento di promozione internazionale delle destinazioni ospitanti.
Onorato ha ricordato la crescita registrata dalla Maratona di Roma negli ultimi anni, sottolineando come l’evento sia diventato una manifestazione di livello mondiale capace di generare importanti ricadute economiche per il territorio e per il sistema turistico della Capitale. La stessa concessione organizzativa della gara, ha evidenziato l’assessore, produce oggi introiti e benefici economici nettamente superiori rispetto al passato, a conferma del valore assunto dal turismo sportivo nelle grandi città.
Il tema tocca inevitabilmente anche il movimento podistico italiano. Gran parte delle maratone più conosciute al mondo hanno costruito infatti il proprio fascino proprio sull’attraversamento dei luoghi simbolo delle città ospitanti: da New York a Berlino, passando per Londra, Parigi e Roma, il percorso urbano rappresenta spesso uno degli elementi principali di attrazione per i runner e per il turismo internazionale.
Anche in Sicilia il connubio tra corsa e promozione territoriale è ormai consolidato. Manifestazioni come la Maratona di Palermo, quella di Ragusa o la Catania Marathon hanno registrato negli ultimi anni una crescente partecipazione di atleti provenienti dall’estero, confermando il ruolo strategico del turismo sportivo per l’economia locale e per la destagionalizzazione dei flussi turistici.
Al momento, tuttavia, quello del ministro Mazzi resta un invito alla riflessione e non una proposta normativa. Il dibattito, però, è destinato a proseguire e coinvolgerà inevitabilmente organizzatori, amministrazioni e l’intero movimento del running italiano.



