Primo piano

Totò Antibo e il Golden Gala: la notte magica di Bologna che entrò nella storia

Quando si parla di Golden Gala e di grandi imprese italiane, il pensiero corre inevitabilmente a Pietro Mennea, Alberto Cova, Yeman Crippa o Gianmarco Tamberi. Eppure una delle pagine più belle e significative della storia del meeting più prestigioso dell’atletica italiana porta la firma di un siciliano: Salvatore (Totò) Antibo.

Era il 18 luglio 1990. Per via dei Mondiali di calcio disputati in Italia, il Golden Gala lasciò temporaneamente Roma e approdò allo stadio Renato Dall’Ara di Bologna. Quella che doveva essere una semplice parentesi logistica si trasformò in una delle serate più memorabili dell’atletica azzurra.

Davanti a circa 18.000 spettatori, l’Italia visse una notte irripetibile. Arrivarono le vittorie di Francesco Panetta e Giovanni De Benedictis, il successo della futura campionessa mondiale Fiona May, allora ancora in maglia britannica, e soprattutto due record italiani nei 5000 metri, firmati da Nadia Dandolo e Salvatore Antibo.

La gara maschile dei 5000 metri fu il capolavoro del campione di Altofonte. In uno dei momenti più luminosi della sua carriera, Antibo interpretò la corsa con il coraggio e la determinazione che lo avevano reso uno dei più grandi mezzofondisti europei dell’epoca. Sul traguardo fermò il cronometro a 13’05”59, migliorando il record italiano detenuto da Alberto Cova (13’10”06) e conquistando una vittoria che fece esplodere il Dall’Ara.

L’immagine simbolo di quella notte resta l’abbraccio del pubblico al “Totò dell’atletica”. Tra i primi a congratularsi con lui ci fu un altro grande campione azzurro, Stefano Mei, terzo al traguardo, che gli sollevò il braccio in segno di approvazione davanti agli applausi dello stadio.

Quel 13’05”59 non fu soltanto un record. Divenne un riferimento per generazioni di mezzofondisti italiani. La prestazione di Antibo resistette infatti per oltre trent’anni, fino all’8 settembre 2020, quando Yemaneberhan Crippa riuscì a migliorarla correndo in 13’02”26 a Ostrava. Un primato che testimonia il valore assoluto dell’impresa realizzata dal campione siciliano in quella notte bolognese.

Due anni dopo, nel Golden Gala tornato a Roma, Antibo sfiorò nuovamente il successo. Nel 1992 concluse i 5000 metri in 13’10”08, battuto di appena 28 centesimi dal britannico Ian Hamer al termine di un arrivo concitatissimo e rimasto a lungo oggetto di discussione. Fu una conferma della straordinaria continuità del siciliano ai massimi livelli internazionali.

La stagione 1990 sarebbe poi diventata la più esaltante della carriera di Antibo. Pochi mesi dopo Bologna conquistò agli Europei di Spalato una storica doppietta, vincendo sia i 10.000 che i 5.000 metri e consacrandosi definitivamente tra i più grandi mezzofondisti europei di sempre.

Oggi, a distanza di oltre tre decenni, il nome di Totò Antibo continua a essere legato indissolubilmente al Golden Gala. Non solo per un record italiano durato trent’anni, ma per aver regalato all’atletica azzurra una di quelle serate che resistono al tempo e restano impresse nella memoria collettiva. Una notte in cui un ragazzo siciliano fece correre tutta l’Italia con lui.

Fonte Fidal

Foto archivio/Fidal

Sostieni SiciliaRunning

Siciliarunning da dieci anni è al servizio dei suoi lettori. Per continuare ad informare e a informarti Siciliarunning ha bisogno del tuo sostegno. Aiutaci con un tuo libero contributo.




Potrebbero interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *