Dalle società

Vincenzo Nibali trionfa alla Milano-Sanremo

Lo Squalo vince "alla vecchia maniera", con un attacco sul Poggio, arrivando solo in Via Roma

Sanremo, 17 marzo 2018 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) ha vinto la Milano-Sanremo NamedSport, prima Classica Monumento della stagione, davanti a Caleb Ewan (Mitchelton – Scott) e Arnaud Demare (Groupama FDJ).

In una Milano-Sanremo dal sapore antico, una fuga di nove uomini ha caratterizzato i primi 260 km, molti dei quali sotto la pioggia. Con 30 km da percorrere e la pioggia alle spalle, l’ultimo degli attaccanti di giornata è stato raggiunto. A quel punto, i favoriti pre-gara, Peter Sagan e Michal Kwiatkowski, erano ben posizionati, così come molti dei velocisti più importanti al mondo. A 6,5 km dal traguardo, Vincenzo Nibali ha attaccato. Ha scollinato sul Poggio da solo con un vantaggio di 15 secondi e, nonostante un determinato inseguimento da parte di Matteo Trentin, seguito dalle squadre dei velocisti al lavoro per Elia Viviani, Caleb Ewan e Arnaud Démare, ha vinto la 109esima Milano-Sanremo in grande stile, con Caleb Ewan e Arnaud Démare rispettivamente secondo e terzo.

PODIO FINALE
1 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) – 294 km in 7h18’43”, media 40,208 km/h
2 – Caleb Ewan (Mitchelton – Scott) s.t.
3 – Arnaud Demare (Groupama FDJ) s.t.

 DICHIARAZIONI
Il vincitore della corsa, Vincenzo Nibali, ha dichiarato in conferenza stampa: “In realtà ancora non capisco bene cosa sia successo, perché è tutto così inaspettato. È stato incredibile. Quando il campione lettone Neilands ha attaccato, mi ha chiesto di collaborare. La squadra stava lavorando per Colbrelli che era in gran forma, ma ho visto che Neilands era forte e quando ho visto che avevamo un distacco di 20 secondi, ho deciso di continuare quell’attacco. Nella parte superiore del Poggio, dove la pendenza è un po’ più alta, ho accelerato e poi ho proseguito. I 2 km finali sono stati interminabili.
Prima della gara avevo due punti chiave in mente: dapprima la Cipressa, perché se ci fosse stato un attacco con 6, 7 o addirittura 9 corridori, avrei provato a entrare ma senza spingere. Poi c’era il Poggio, il posto più pericoloso, dove era probabile un attacco di Kwiatkowski, Van Avermaet o Sagan. Ero ben posizionato nel gruppo dietro Mohoric, in attesa che qualcuno si muovesse e che reagisse. Negli ultimi 50 metri sapevo di aver vinto. Potevo vedere il traguardo davanti a me e ho fatto in modo di assaporare la vittoria.
Con Peter Sagan sono molto amico. Gli ho detto, “Cosa fai, aspetti la volata?” Non mi ha risposto. Il mio ruolo oggi era di stopper per Colbrelli. Volevo capire cosa stava facendo Peter. Un corridore come me deve arrivare da solo. In passato ho imparato che, se finisco con Alaphilippe, Kwiatkowski o Gilbert, finisco dietro.
Ho avuto molto sangue freddo nelle mie decisioni. L’attacco è stata un’ottima mossa, ho usato la testa ma anche il cuore perché per arrivare da solo al traguardo dopo tutti quei chilometri e dopo tutta la pioggia, avevo bisogno di molta determinazione.
Mi sentivo in ritardo nella preparazione per la Sanremo, ma durante la Tirreno-Adriatico la mia forma è cresciuta e mi mancava solo il guizzo finale. Sono tornato a casa e mi sono riposato, poi sono venuto in questa Milano-Sanremo in ottime condizioni, l’ho realizzato solo durante la gara. Ho finito la scorsa stagione vincendo Il Lombardia e ho iniziato questa stagione con la Milano-Sanremo. Le gare di un giorno sono speciali per me. Forse la Milano-Sanremo è stata quella che meno mi aspettavo di vincere perché non è la più adatta alle mie caratteristiche. In passato ho attaccato sul Poggio e sono andato sul podio, ma sono sempre stato battuto da chi ha un finale più veloce del mio. Oggi ho vinto e sono molto felice”.

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