Brevi...di corsa

Elephant Run – Bellini Run nel racconto di Remigio Di Benedetto

Il Grand Prix Provinciale Master di Corsa 2017 si è aperto con il tradizionale appuntamento del Sabato Santo Pasquale, il Trofeo San Gregorio Magno. Nella seconda tappa, con un “clamoroso al Cibali, si corre”, il Grand Prix ci ha fatto entrare nel tempio del calcio catanese, facendoci gareggiare in un “5000” sulla pista dello stadio “Massimino” prima di essere nuovamente relegati nella pista “abbandonata” del campo scuola di Picanello. Siamo saliti sull’Etna  più volte, abbiamo apprezzato i boschi, i panorami e i paesi della “montagna” catanese. Non abbiamo dimenticato di fare tappa anche nel Calatino e siamo già stati nella “capitale” della provincia, nel bellissimo Giardino Bellini.  

Oggi (ieri n.d.r.) è l’ultima tappa e siamo nuovamente a Catania, immersi nel suo centro storico. Le due manifestazioni, l’Elephant Run di 10 km e la Bellini Run di 5km opportunamente “miscelate”, ci conducono in un bel percorso tra le vie della città. C’è anche lo sconto per chi vuole partecipare a entrambe, una sorta di corri due e paghi uno, quasi..

Alle otto di fronte al Teatro Bellini c’è già un grande movimento. L’organizzazione predispone birilli, transenne, striscioline bianco rosse; non è facile delimitare un percorso molto articolato tra strade e piazze della città. Si distribuiscono i pettorali, si azzerano i cronometri della TDS, i giudici di Michelangelo Granata danno l’ok,  i Vigili Urbani anche e puntualmente alle 9 e 30 “spicchiamo il volo”. La partenza non è per nulla facile: ci lanciamo sulla via Teatro Massimo  in fondo alla quale si inverte la marcia con un pericoloso tornante sullo scivoloso fondo di questa strada normalmente solo pedonale. Io ho l’occhio sull’avversario di categoria Novello (Asd Puntese) che con una partenza bruciante mi ha già preso 30 metri. Ripassiamo sotto il gonfiabile e dopo aver dato una sbirciatina al prospetto del teatro lirico abbandoniamo la piazza e imbocchiamo la via Landolina. È l’inizio del percorso sullo sconnesso basolato che ricopre molte delle strade catanesi, per nulla amato dai podisti. Una serie di svolte ci porta in via Vittorio Emanuele e dopo pochi metri nella splendida Piazza Duomo. Circumnavighiamo “l’elefante”, “u’ Liotru” per i catanesi, che ci osserva con distacco mentre io osservo a distanza Novello. Imbocchiamo la via Etnea che pullula di gente a passeggio che acquista regali natalizi che si rilassa insomma, mentre noi fatichiamo..  Attraversiamo la Piazza dell’Università dove si studia, mentre io.. studio come raggiungere l’irraggiungibile Novello che è sempre lontano. Superata la piazza dopo poco svoltiamo in via Vasta e di qui nuovamente con una serie di svolte, ora a destra ora a sinistra, ci ritroviamo di fronte al “Bellini”. Entro nella piazza e vedo Antonino Recupero (Mega Hobby Sport) già nettamente in testa alla corsa, che ne sta uscendo imboccando la via Landolina. Il passaggio sotto il gonfiabile sancisce la fine del mio primo giro. L’inversione posta in fondo alla Via Teatro Massimo è più sicura, infatti il gruppo dei 150 podisti oramai è allungato sull’intero tracciato del percorso. Premo leggermente l’acceleratore, “stringo” a ogni svolta facendo equilibrismo su ogni marciapiede,  sto ancora tenendo un buon ritmo. Poco più avanti scorgo Suelen Spitaleri (SAL Catania), lei corre per “l’Elefante” e dovrà faticare 10 km, mentre io corro per “Bellini” con fatica “dimezzata”, per questo posso resistere al suo passo e “sfruttare” la sua scia. “Archiviato” il “caso Novello”, oramai scomparso all’orizzonte, il mio punto di riferimento è il bianco rosso del completo di Suelen, dietro di lei “chiudo” il secondo giro in quattro secondi meno del primo. Sono al giro conclusivo. C’è un poco di confusione tra chi corre per l’Elefante e chi per Bellini. Chi come me è vicino al traguardo cerca l’accelerazione finale, chi è ancora a metà strada tiene il ritmo costante. In questo caos assisto in diretta anche a un incidente fra podisti, qualcuno cade ma per fortuna senza grosse conseguenze. Faccio il contdown dei cambi di direzione, a fine gara saranno 51 e ormai ne mancano pochi!  Il più grande è intorno al “Liotru” con il quale oggi non  mi vedrò più.. Suelen è ancora poco avanti a me, le sono più vicino, forse ha rallentato, giustamente la sua gara è ancora lunga. Sono ancora ben lanciato, aspetto con ansia la svolta decisiva in Via Perrotta perché lo so.. è l’ultima e finalmente arriva. Dopo il passaggio sotto l’arco che dà accesso alla piazza Bellini, c’è la “magica” visione del gonfiabile. Mi “permetto” di superare Suelen, che ringrazierò al suo arrivo per il prezioso “traino” che mi ha offerto suo malgrado. Con una “tranquilla” accelerazione senza avversari diretti a distanza ravvicinata taglio la linea di arrivo.

La Bellini Run si conclude con Alice Leonardi  (Atl. Zafferana) che “liquida” tutte le donne e Novello che fa altrettanto con gli uomini. Chi corre per “l’Elefante” continua a faticare e alla conclusione dei 6 giri e 10 chilometri è Antonino Recupero a passare per primo la linea di arrivo nonostante il notevole recupero all’ultimo giro da parte di Carmelo Rapisarda (Atl. Fortitudo). Tra le donne è proprio Suelen Spitaleri ad aggiudicarsi il trofeo, bravissima! Complimenti anche a Roberto Giammusso (ASD Puntese) che con molto impegno si è fatto carico di chiudere la fila dei concorrenti della Bellini Run e a Francesca Muzzio (Atl. Palazzolo) che ha fatto altrettanto nella Elephant Run.

Una giornata di sano sport per realizzare la quale moltissime persone hanno contribuito con il loro impegno e lavoro. Grazie a tutti e un abbraccio speciale a Matteo e a tutti coloro che hanno marciato per lui.

  

Remigio Di Benedetto

r.dibenedetto@alice.it

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1 thought on “Elephant Run – Bellini Run nel racconto di Remigio Di Benedetto”

  1. Remigio, tu scrivi “puntualmente alle 9 e 30 “spicchiamo il volo”.
    Vedi che la partenza è stata alle 9,44 in punto.
    E poi ti sei dimenticato di una svolta…

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