Domenica tutti alla Villa Bellini…nel ricordo di Alfio Vittorio Pistritto


Alla Villa Bellini di Catania, uno dei giardini pubblici più belli d’Europa, l’anello di 600 m domenica 15 brucerà letteralmente con giri alla morte.

A Villa, l’antico “Labirinto” del Settecento, dove si registrò il primo riscontro cronometrico in Sicilia, il 14 marzo 1910. Sulla pista interna dei cavalli, il palermitano Raffa coprì i 5000 m in 17’40”2/5, tempo che apre la cronologia ufficiale dei primati siciliani sulla distanza.

 La manifestazione nel ricordo di Alfio Vittorio Pistritto – indimenticabile figura dell’atletica catanese, scomparso il 26 luglio 2013 a 78 anni – è giunta alla quarta edizione. La prima in piazza Federico di Svevia (Castello Ursino) e queste ultime tre alla Villa.

 La Fidal Catania nel 2014, in testa il presidente Davide Bandieramonte, ha approvato la proposta del Fiduciario Provinciale G.G.G., Agata Fonte, d’intitolare al professore Pistritto il Gruppo Giudici Gare, che dal mese di settembre 2014 si chiama: G.G.G. «Alfio Vittorio Pistritto» – Catania.

 Nato a Catania il 30 marzo 1935, era una figura limpida di uomo semplice, buono, colto, nobile e non solo di animo.

 Eclettico, la scuola era il suo primo pensiero, insegnante, vice preside alla media Giovanni XXIII, dirigente di società, decano dei tecnici, Giudice di Gara dal 1960. Starter nazionale, indimenticabile la sua vociona nel dare gli ordini. Giudice di Gara Benemerito e Quercia al merito per la sua lunga ed eccezionale operosità – durata più di un cinquantennio – a favore dell’atletica leggera italiana.

 Molto religioso, cantava in chiesa ed era diacono. Ha dato tutta la sua vita ai giovani, li toglieva dalla strada al quartiere S. Cristofaro e li portava, con la macchina stipata all’inverosimile, al Campo Scuola di via Grasso Finocchiaro a Catania.

 Lì era un’icona, un punto di riferimento, si sedeva sulla scaletta dei cronometristi, attorniato come una chioccia da un nugolo di ragazzini, per tutti aveva una parola e una battuta scherzosa. Era felice il prof. con tanta gioventù.

 Creò l’U.S. Mongibello, senza mezzi e generoso, scovando dalla scuola dei talenti immensi come Elio Sicari e Giuseppe Ardizzone. Il primo (classe 1942), rivelatosi ai Campionati studenteschi il 24 maggio 1961 a Catania nei 1000 metri, sei maglie azzurre negli anni 1961-66, campione italiano juniores negli 800 m a Bologna 1961.

 Ardizzone (1947), uno dei più grandi talenti che la Sicilia abbia mai avuto, 22 presenze in nazionale nell’arco 1967-73, entrato nella “Hall of Fame” dei migliori atleti italiani di tutti i tempi.

 Non è una leggenda, Pistritto raccolse i soldi per mandare il suo pupillo a Milano il 6 giugno 1965, invitato al Trofeo Chiabotti, ma la gara dei 3000 venne annullata per la pioggia. Convocato a Schio sei giorni dopo, Ardizzone stabilì il primato italiano juniores sui 3000 in 8’23”2 e lo abbasserà a 8’14”4 il 19 giugno 1966 a Sindelfingen.

Articolo a cura di Michelangelo Granata

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