Analizzando ‘a cursa’…italiani inseguono un treno chiamato Africa


La locomotiva Africa continua il suo viaggio, tra vittorie, record e qualche incidente di percorso…a Castelbuono, merocledì. la festa è stata totale e gli atleti del Continente Nero hanno coperto il podio, storditi dalla presenza attorno a loro di mille braccia, cento facce sorridenti vuoi per l’occasione, vuoi perché fieri e felici di come fosse andata “a cursa”. Lo strapotere di Kwemoi, Walelegn e Aperumoi, il primo e il terzo kenioti, il secondo etiope, ha “oscurato” gli italiani che comunque ben si sono comportati.

Tutti aspettavano la linguaccia di Crippa a piazza Margherita, dopo quella (goliardicamente irriverente) rivolta agli avversari, negli ultimi metri che lo portavano alla vittoria (dopo clamorosa rimonta) nei 5000 agli europei Under 23 disputati a Tallin appena due settimane fa. Crippa, istrionico e già pluridecorato azzurro, si  è però arreso dopo il suo quinto passaggio, al termine della salita di Mario Levante, quando ha capito che il tentativo di recupero nei confronti dei battistrada era già bello finito. E’ stato a quel punto che muscoli e cervello hanno detto basta e il cuore non è stato più sufficiente. E allora il primo degli italiani è stato il più regolare dei suoi, quel El Mazoury che ha lottato, ha stretto i denti e non ha mai mollato, duellando per tutta la gara con lo spagnolo Mayo, finito quarto.

L’allievo di Rondelli, campione italiano nei 10000, ha chiuso infatti al quinto posto a quattro secondi dall’iberico di Saragozza. In pochi, forse, hanno sottolineato la prova del giovanissimo Alessandro Giacobazzi sesto alle spalle dell’ennesimo keniano (Ayeko). Da due anni Giacobazzi è il migliore Under 23 nei 10000 in pista, suoi infatti gli ultimi due titoli tricolori, l’ultimo dei quali conquistato a roma. E poi ci sono i siciliani, tutti hanno onorato al meglio la gara, con prestazioni maiuscole sia per impegno che per qualità. Il primo degli isolani è stato Giuseppe Gerratana, fresco di PB nei 3000 siepi. L’allievo di Salvo Pisana a fine gara, ha sottolineato che avrebbe potuto fare meglio, troppe gare negli ultimi tempi la sua recriminazione. Gerratana ha preceduto l’atleta di Misilmeri e amico Vincenzo Agnello; per buona parte della gara i due hanno corso gomito a gomito poi lo “stacco” dell’atleta di Modica e sette secondi di distacco da Agnello. Undicesimo Alessio Terrasi (Parco Alpi Apuane) autore di una gara maiuscola, forse, non me ne vogliate, la più bella prestazione di casa nostra a Castelbuono.

Sempre lucido, come la sua falcata, l’allievo di Tommaso Ticali ha chiuso a 3 secondi dal forte spagnolo Abadia, uno che già alle olimpiadi c’è andato). Scorrendo la classifica troviamo 12° Osama Zoghlami, 13° il beniamino di casa, l’atleta di Isnello Giorgio Scialabba e ancora Alessandro Brancato (15°). A pieni giri, vale a dire mai doppiati, tre atleti che abbiamo imparato a conoscere anche nelle gare dei senior master; più che una notte, per loro un “pomeriggio da leoni”: Bibi Hamad (17°), Mohamed Idrissi (18°) e l’augustano Luigi Spinali, allenato da Enrico Pafumi, diciannovesimo e ultimo dei mai doppiati. Insieme a loro, hanno goduto della gara vivendola da protagonisti altri atleti, protagonisti assoluti dei circuiti siciliani delle corse su strada, non li nominiamo, in quanto, per non fare torto a nessuno dovremmo fare l’ennesimo arido elenco. Va in archivio dunque una bella edizione del Giro podistico internazionale di Castelbuono, sul quale si è già detto e scritto tutto…è mancato solo (ed è già il 27° anno consecutivo) l’acuto di un atleta italiano, l’ultimo (1989) fu Salvatore Bettiol…adesso ci sono le gazzelle africane   che dettano legge e tempi, noi di gazzella abbiamo avuto Totò Antibo che gli “africani” li mangiava a colazione…e non ci riferiamo certo al tipico dolce siciliano.

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