Il trofeo Baia delle Tortore raccontato da Tiziano Monaco


Riceviamo a pubblichiamo, con piacere, il racconto di Tiziano Monaco (podista della Pachino Running) del Trofeo Baia delle Tortore, che si è disputato domenica scorsa a Marzamemi, frazione marinara di Pachino. Un racconto che è al tempo stesso sport, passione, divertimento e aggregazione che coinvolge e riesce a fare rivivere passo dopo passo tutta la manifestazione…buona lettura

Marzamemi (Sr). Di sicuro non tutti possono vantare una delle gare più a sud d’Italia, sempre che, di una cosa del genere ci si possa effettivamente vantare. Del resto, senza voler scivolare in facili luoghi comuni, la Sicilia è talmente bella che ogni suo angolo merita di essere percorso (e corso) per poterne apprezzare la storia, la sua cultura e la sua natura.

Ed è proprio di un angolo che qui si parla. Non di un angolo qualsiasi ma di quello posto nell’estremo angolo dell’isola. Un angolo che negli ultimi anni ha visto un esponenziale aumento del turismo e con esso, di una serie innumerevoli di migliorie che, come in un circolo virtuoso, non ha fatto altro che richiamare ancora altro turismo.

Proprio per questo, al runner, persona notoriamente abituata a viaggiare e a saper riconoscere le bellezze dei luoghi che visita, il trofeo “Baia delle Tortore” di Marzamemi non è certo sfuggito. Non è un caso, infatti, che la mattina prima della gara, in giro per Marzamemi si incontrassero turisti-podisti con addosso la maglia della “XI Super Maratona dell’Etna”, corsa solo il giorno precedente, così come non è nemmeno un caso che alla gara serale vi partecipassero atleti che in mattinata avevano già corso a Modica.

Il trofeo “Baia delle Tortore” è una gara giovane, giunta appena alla sua terza edizione. Giovane come la “Pachino Running”, la società che l’ha organizzata. Eppure, dopo solo due edizioni, l’ultima gara di Marzamemi ha raccolto oltre 370 atleti giunti da tutta la Sicilia, e da oltre Stretto.

Il percorso.

Volendoci riferire ai noiosi numeri, la gara si articola su un percorso unico per tre differenti

distanze così suddivise per le diverse categorie: 2,7 km. per gli over 80, 5,4 km. per la categoria donne e Over SM55 e 8,1 km. per gli uomini fino a 55 anni. Un percorso in prevalenza pianeggiante ma, come si è già detto, quello che differisce questa da altre gare, è il contesto.  

 

La partenza

Classica, euforica ed entusiasmante come tutte le partenze, è in direzione del centro abitato di Pachino per quella che può definirsi l’unica “salita” del percorso, se così la si può chiamare. Il tratto in questione è di circa circa 450 metri, percorsi i quali, si incontra il primo punto ristoro. Chiamare i punto ristoro in questo modo è però riduttivo. Per la gentilezza e la simpatia degli “acquaroli” posti nei due punti predisposti, li avrei chiamati “punti sorrisi”. Pensate che subito dopo il passaggio di noi runner, provvedevano immediatamente a ripulire il percorso dai bicchieri di plastica che così non avevano il tempo di accumularsi e prestarsi a rovinose scivolate.

 

La corsa continua sotto un rettilineo che, dal punto di vista degli atleti più veloci, era in discesa. Per i più lenti era ovviamente in salita. Vi rivelo un segreto: quel tratto di strada è pianeggiante! Lo è fino al successivo incrocio, quando, lo ammetto, un po’ di pendenza c’è. 350 metri di leggera pendenza, all’ombra di qualche albero. Terminati questi 350 metri, quando ancora i gareggianti stanno scoprendo il percorso,

all’improvviso ci si ritrova di fronte lui, il primo disturbatore vero e proprio della corsa: il mare. Lo splendido mare di Marzamemi che vuole distrarti. Sfido chiunque, anche il runner più esperto ed incallito a non lasciarsi sfuggire un occhio verso quel blu. Lo costeggi per circa 400 metri, fra la gente del posto ed i turisti che ti incitano.

Qualcuno di buona volontà e compassione, si arma di tubo di gomma ed innaffia gli atleti al loro passaggio. Qualche atleta alza le mani e sorride, c’è chi si copre gli occhi, chi ringrazia, si rianima e prosegue.

Si rientra nel centro abitato. E’ qui che si sentono le domande di quei runners a cui interessa solo divertirsi e non hanno studiato il percorso, che chiedono se si attraverserà il borgo antico. A dire il vero, più che una domanda la loro è una speranza. Quanto deve essere bello vedere attraversare un fiume colorato di persone che corrono fra quelle mura?

Anche stavolta gli organizzatori non hanno voluto deludere questi runners perciò gli atleti imboccano la strada che condurrà alla Piazza Regina Margherita. La piazza, divisa in due dai nastri che bianco/rossi che delimitano il percorso, si apre al loro passaggio. Oltre i nastri vi sono le belle scene dei presenti che, in piedi o seduti ai tavolini dei vari locali, si godono lo spettacolo, incitandoci.  

L’arrivo alla “Balata” da inizio agli ultimi 400 metri prima dell’arrivo al punto di partenza. Qui i passanti diventano pubblico e ti battono forte le mani. Allora metti forze alle gambe e dai il meglio di te. A 200 metri dal gonfiabile che ha segnato la partenza, superi l’atleta più attempato con lo stesso piglio di una “Ferrari” che supera una “Panda”, sentendoti Mennea nella finale dei 200 metri a Mosca 1980. Lo scroscio degli applausi ti da la spinta per oltre 50 metri a quella stessa velocità, trascorsi i quali sei di nuovo sul primo rettilineo e realizzi che pagherai quello sprint immotivato ed il secondo passaggio non lo farai da “Ferrari” ma da “Fiat Tipo”… prima serie. Ma sei a Marzamemi, ti stai divertendo e vedi che anche gli altri si divertono e perciò corri.

Che ti inciti la gente va bene e fa piacere. Quando ad incitarti sono quelli del servizio d’ordine (svolto con estrema accuratezza), della Protezione Civile e del personale delle ambulanze (la loro presenza è certamente rassicurante), è certamente un valore aggiunto.

Tagli il traguardo e sai che comunque hai vinto, indipendentemente dal tuo posto in classifica.

Come un automa, fra pacche sulle spalle sudate e “batti cinque” con gli altri atleti, arrivi al punto ristoro finale. Divori quello che puoi come se non ci fosse un domani e ti rendi conto che chi ha organizzato ha pensato davvero a tutto. Ti ritrovi in mano una fetta d’anguria, una crostata alla nutella, un cannolo riempito al momento ed un bicchiere di birra artigianale: accostamenti che l’indomani ti vergognerai di aver fatto. Ma sei a Marzamemi ed hai corso una bellissima gara, quindi ti è concesso tutto. Guardi alle spalle delle ragazze che curano il buffet e scorgi il mare oltre il quale, in un certo punto, vedi la “Balata”, quel punto che hai attraversato qualche minuto prima.

Scorgi altri atleti che stanno ancora passando di la e ti dispiace che tutto stia finendo.

Ma fortunatamente la manifestazione non è ancora terminata. C’è la premiazione e viene vissuta con gioia e risate.

Incrociando amici e conoscenti, i commenti più frequenti sono: “è uno spettacolo…, è una festa…”: Si! Correre qui è una festa dei podisti siciliani e dello sport in generale.

Passeggiando per le vie di Marzamemi si notano pizzerie e ristoranti pieni il ché non è una novità da queste parti. La particolarità è data dai clienti vestiti tutti uguali. Sono gli atleti con le divise delle loro squadre che hanno deciso di restare per prolungare ancora questa bella festa.

Per la categoria “Uomini fino a SM50 ha vinto Giovanni Cavallo (vincitore assoluto n.d.r.) della “ASD Podistica Messina”, con il tempo 26.01, una manciata di secondi in meno rispetto alla sua vittoria della precedente edizione. La categoria “Donne + OverSM55” è stata vinta da Tina Venerando della “ASD Marathon Athletic Avola” con il tempo di 19.41 mentre l’avolese Sebastiano Caldarella, il nonno runner della “ASD Marathon Athletic Avola” si è aggiudicato la categoria “OverSM80” con il tempo 14.50.

Un plauso a tutti, atleti in testa. La loro educazione e civiltà è stata ancora una volta la risposta più bella. Un plauso alla società “Pachino Running”, al Comune di Pachino per la sua fattiva collaborazione, alle varie istituzioni che sono intervenute e agli sponsor che hanno sostenuto uno sforzo per incentivare una bellissima manifestazione che tutti ci auguriamo cresca ancora.

Per coloro che non corrono, vogliate bene ai runner. Ogni tanto vi impegnano le strade con qualche manifestazione creando qualche disagio ma, mettendo tutto sul piatto della bilancia, ne vale certamente la pena…d’altronde loro non vi disturbano quando siete sdraiati sul divano…