Raggiungere gli obiettivi: il Goal Setting


Secondo appuntamento con il dott. Prisco, oggi si parla dell’importanza del raggiungimento degli obiettivi, ovvero il Goal setting…

Ognuno di noi avrà sperimentato nella propria vita o nel proprio sport come a volte sia difficile raggiungere  le proprie mete, tradurre in realtà i propri desideri. Spesso non basta la sola volontà o avere molta determinazione.Molti studi si sono occupati di scoprire cosa può differenziare quelle persone, quegli atleti che riescono a raccogliere dei successi, rispetto a chi invece, malgrado lo sforzo profuso, non riesce a concretizzare il proprio impegno. Uno dei fattori che maggiormente distingue queste due tipologie di persone, consiste nella capacità dei primi di saper scegliere i propri obiettivi e formulare un programma per raggiungerli:  GOAL SETTING

Saper scegliere le mete da raggiungere e saper costruire una strategia, un percorso che consenta di concretizzarle, rappresenta una risorsa indispensabile nel mondo sportivo, ma anche in tutti gli altri ambiti della vita.

Imparare ad utilizzare la strategia del Goal Setting, soprattutto nello sport, facilita il raggiungimento degli obiettivi desiderati ed il migloramento della performance.

Nel mondo sportivo, la capcità di lavorare per obiettivi costituisce una strategia molto utile che ha delle influenze positive sia sulle prestazioni, che sull’approccio all’allenamento, rafforzando la motivazione ed il senso di autoefficacia.

Essere in grado di programmare il proprio lavoro in termini di obiettivi rappresenta una delle risorse più importanti per un atleta, una squadra, un allenatore ed una società sportiva. Il goal setting, infatti, è uno strumento che consente un miglioramento della performance individuale e di gruppo, ed un incremento delle strategie di coping, ovvero delle capacità di far fronte alle difficoltà.

A cosa serve il Goal Setting nello sport?

La formulazione degli obiettivi consente un miglioramento di vari aspetti del funzionamento di un atleta o squadra, come ad esempio:

  • l’autoefficacia;
  • l’autostima;
  • la motivazione;
  • la gestione dell’ansia;
  • la focalizzazione dell’energia.

 

Il goal setting consente una migliore e più funzionale regolazione dello sforzo, grazie alla possibilità di orientare la propria energia e l’impegno verso obiettivi specifici, attraverso la costruzione di strategie ben pianificate.

Ciò significa indirizzare i propri sforzi in modo consapevole e non dispersivo, avendo sempre la misura dei miglioramenti raggiunti, o riuscire a correggere un piano di lavoro quando non riusciamo a raggiungere un obiettivo. Avere la possibiltà di “correggere” un programma di allenamento atletico, tecnico o mentale consente di assumere un atteggiamento elastico, non rigido, molto utile in termini di crescita e di adattamento. Inoltre, l’attenzione alla valutazione di ciò che si sta facendo, favorisce un’autoconsapevolezza fisica, emotiva e mentale che aumenta la sincronia dei tre fattori appena menzionati.

Un utilizzo importante della formulazione degli obiettivi, riguarda il recupero dagli infortuni. Una fase in cui è facile scoraggiarsi, perdere fiducia in se stessi, ma che può essere affrontata in maniera propositiva e diventare, perché no, un percorso di apprendimento, di conoscenza di sé e di maturazione.

Ma perché il goal setting risulti veramente funzionale, deve essere formulato con obiettivi che contengano dei parametri, delle caratteristiche ben precise, senza le quali può essere addirittura controproducente.

Come formulare gli obiettivi?

Per migliorare le proprie risorse sia in gara che in allenamento, in genere, è consigliabile che gli obiettivi vengano stabiliti, individuati in sinergia tra atleta, PSICOLOGO DELLO SPORT e coah. In questo modo, si evita di “imporre” dall’esterno un piano di lavoro che poco appartiene al diretto interessato, provocando un calo nella motivazione ed una minore applicazione al lavoro da svolgere. Tenere in considerazione anche il punto di vista del coach, consente la costruizione di una condivisione nella programmazione e nei risultati attesi, favorendo anche una comunicazione/relazione positiva tra gli attori coinvolti.

Conoscere la storia personale e sportiva di un atleta è un altro fattore fondamentale da non trascurare. Ciò consente di conoscere le risorse, ma anche gli ostacoli che possono intervenire nel percorso da intraprendere. Quindi, avere una conocscenza del passato e dell’ambiente significativo dello sportivo permette di calibrare al meglio la strategia da utilizzare, preventivando anche le possibili resistenze che si incontreranno.

Un goal setting ben strutturato deve prevedere obiettivi che siano:

  • Legati al tempo:

Gli obiettivi devono essere scanditi nel tempo, ovvero devono prevedere una scadenza limite in cui essere raggiunti. Bisogna inoltre distinguere tra: obiettivi a lungo termine, obiettivi a medio termine ed obiettivi a  breve termine.

  1. a) Gli obiettivi a lungo termine (anni o mesi) vanno stabiliti per orientare le fasi ed il significato degli sforzi profusi in itinere. Essi possono essere raggiunti soltanto attraverso il raggiungimento ed il compimento degli step a medio e breve termine. Formulare soltanto un obiettivo a lunga scadenza incide negativamente sulla motivazione, in quanto risulta troppo lontano nel tempo e non offre soddisfazioni immediate che nutrono il senso di autoefficacia dell’atleta.
  2. b) Gli obiettivi a medio termine (circa un mese o poco più) e breve termine (una o più settimane), consentono uno stretto contatto con i progressi che vengono raggiunti. Ciò determina un grado di soddisfazione che influenza positivamente l’autoefficacia e mantiene alta la motivazione. Così, l’approccio agli alenamenti, alle fatiche ed alle difficoltà risulta più positivo e propositivo sempre nell’ottica di un obiettivo a lungo termine verso cui non si perde interesse. Quando, invece, si ha dificoltà a raggiungere un obiettivo ravvicinato si ha la possibilità di apportare dei cambiamenti nel programma stilato in modo da affrontare e risolvere le problematiche insorte. In questo modo si favorisce una elasticità cognitiva che miglora la creatività e la gestione delle emozioni negative che possono ostacolare la crescita dell’atleta.
  • Misurabili:

L’efficacia del goal setting è legata ai feedback che esso può dare rispetto alla prestazione. Ovvero, è necessario trovare delle modalità per “misurare” i progressi. Tali indicazioni possono essere di tipo quanitativo come il “tempo”, oppure qualitatvo che fanno riferimento a delle sensazioni provate in gara o in allenamento. Il feedback consente di monitorare il programma e la strategia utilizzata e raccogliere continue informazioni sul proprio miglioramento. In questo modo, si mantiene alta la motivazione e l’energia profusa nel programma di allenamento.

  • Specifici:

Gli obiettivi devono essere specifici per la disciplina praticata ed essere focalizzati su specifiche aree da migliorare e su cui lavorare. Ad es. un obiettivo specifico per gli sport di resistenza potrebbe essere la gestione delle crisi metaboliche, oppure la gestione del dolore muscolare ecc.. Ancora, una volta individuate quelle risorse che si ritengono fondamentali in una disciplina, si andrà a migliorare quelle in cui ci si sente deficitari come ad esempio l’attivazione, la capcità di concentrazione, la gestione dell’ansia pregara ecc..

  • Realistici e sfidanti:

Al fine di mantenere alta la motivazione e l’impegno dell’atleta o della squadra, gli obiettivi devono essere “realmente raggiungibili”, quindi legati alle effettive possibilità di partenza e, allo stesso tempo, sfindanti. Infatti obiettivi troppo facilmente raggiungibili possono generare noia, di contro mete eccessivamente elevate possono scoraggiare ed influire negativamente sull’autostima e sull’autoefficacia.

 

  • Descritti in positivo:

L’utilizzo di un linguaggio appropriato favorisce un approccio positivo al lavoro volto al raggiungimento degli obiettivi. In questo senso, è molto più efficace descrivere gli obiettivi in termini di “ciò che si vuole raggiungere”, invece che rispetto a ciò che si vuole evitare.

 

Il goal setting aiuta a sviluppare la capacità di creare strategie utili nel proiettarsi verso obiettivi a lungo termine, senza perdere il contatto con il momento presente, con la realtà che si vive quotidianamente. La commistione di questi elementi permette di mantenere vivo l’impegno, l’interesse, la passione verso la disciplina praticata, di favorire un miglioramento della performance, ma anche di stimolare sensazioni intime e soggetive positive.

Apprendere la capacità di lavorare per obiettivi favorisce in ogni persona, atleta e non,  un miglioramento della propria autostima, l’assunzione di uno stile di vita basato su buone abitudini e facilita il rafforzamento di una condizione di benessere personale.

 

Per info e domande: fprisco1@alice.it

Sito web: www.francescoprisco.eu

 

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